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Ansia da prestazione durante il Natale: rimedi efficaci!

In questo articolo cercheremo di capire da dove, e perché, arriva l’ansia da prestazione durante le feste natalizie; inoltre, parleremo di alcuni rimedi per poter mangiare il panettone e brindare al nuovo anno con più tranquillità e meno stress.

Per cominciare direi di comprendere bene che cos’è l’ansia!

Da dove arriva l’ansia da prestazione?

Ti è capitato di soffrire di ansia da prestazione prima delle tradizionali feste natalizie? Beh, non sei l’unico: uno studio inglese ha riportato che ne soffre il 10% della popolazione.

 

Se c’è qualcosa che ho capito sull’ansia da prestazione è che dura sempre più l’ansia che la prestazione. (Anonimo)

 

L’ansia da prestazione, come scrive lo psicologo Davide Lo Presti, è un timore spesso esagerato e ingiustificato che qualcosa vada storto alla nostra prossima performance. Quest’ansia può sabotare la nostra vita perseguitandoci ovunque. Ci sono diverse sfere della nostra vita che possono venire influenzate negativamente da questo fantasma:

  • ansia da prestazione scolastica
  • ansia da prestazione sportiva
  • ansia da prestazione sessuale
  • ansia da prestazione lavorativa

Come abbiamo già detto in apertura, quest’ansia può presentarsi anche durante le festività, momento in cui ci ricongiungiamo con parenti e famigliari che magari non vediamo da tanto tempo; inoltre, dato che per noi questo periodo felice dell’anno, potrebbe non esserlo realmente, facciamo fatica a provare gioia e felicità.

Il nostro cervello – spiega Lo Presti – è formato da due parti:

  • una emotiva
  • una razionale

Il centro della parte emotiva è il sistema limbico, mentre la parte razionale è rappresentata dalla neocorteccia, ovvero la parte più esterna del cervello. La nostra prima emozione, davanti a qualsiasi evento, è quella emotiva proprio perché nei millenni di evoluzione umana sono stati selezionati quegli individui che più rispondevano in maniera veloce e istintiva ai possibili pericoli – o alle possibili opportunità – a scapito di altre funzioni più fini di ragionamento che hanno, seppur utili, il difetto di essere lente.

La paura essendo un’emozione è molto più veloce della ragione. Ecco perché pur sapendo che dovremmo studiare per quell’esame, concentrarci su quel progetto, rimanere focalizzati su quel lavoro o, come nel caso del Natale, sentirci felici e rilassati finiamo per rimanere intrappolati dall’ansia.

L’amigdala, una parte del sistema limbico, lancia i segnali d’allarme che provocano sgradevoli sensazioni fisiche che molti conoscono:

  • battito accelerato
  • sudorazione
  • respiro corto
  • tremori

Tutto questo blocca, come potete leggere nel libro Intelligenza emotiva di Daniel Goleman, l’accesso alla nostra parte del cervello più razionale dove risiedono proprio le capacità cognitive che ci sarebbero più utili per affrontare il nostro compito.

Il dottor Lo Presti prosegue parlando del meccanismo del Freno a mano psichico, un processo che ha l’effetto di bloccare le nostre capacità psichiche.

Situazione da affrontare → Aspettative negative → Freno a mano psichico→ Fallimento reale

Da questo schema possiamo capire che la paura diventa profetica perché, quando la ascoltiamo più del dovuto, le aspettative negative che temiamo si realizzano.

Perché ho l’ansia da prestazione a Natale

Il periodo natalizio offre una serie di situazioni sociali che molte persone non amano. Solo per citarne alcune:

  • dover passare del tempo con parenti con cui non ci troviamo bene
  • dover aggiornare familiari e amici che non vediamo da tanto tempo sulla nostra vita, sopratutto se non ce la stiamo passando bene.
  • dover fingere di essere felici e contenti anche se non lo siamo
  • dover comprare regali di circostanza che non ci facciano sfigurare al momento dell’apertura
  • dover cucinare per tante persone
  • dover comportarsi secondo il codice della tradizione anche se vorremmo fare diversamente

Volere, non dovere. Il problema, come spiega la psicologa Maria Malucelli, è che non si può essere felici o rilassati a comando. Le feste tirano fuori ricordi, nostalgie in positivo, ma anche in negativo. I ricordi positivi motivano a portare avanti le tradizioni, ma a volte ci si dimentica di ascoltarsi e ci si lascia trasportare dai devo invece che dai voglio.

Perfezione. Il Natale diventa per tante persone un esame da superare a pieni voti. C’è chi si sente insicuro e utilizza le feste natalizie, non senza ansia da prestazione, per sentirsi dire che è bravo; c’è chi non sopporta il giudizio negativo delle altre persone e, il pensiero di venire ripreso da parenti e amici durante le cene e i pranzi natalizi, lo intimoriscono parecchio; c’è chi finisce per sentirsi stremato dopo una lunga battaglia per poter risultate il più originale e unico.

Senso di colpa e delusione. L’ansia da prestazione può trasformarsi anche in ansia da invasione soprattutto per chi ha la famiglia d’origine in un’altra città. Spesso le feste sono un’occasione per ritrovarsi, ma a volte il piacere di stare insieme può trasformasi in qualcosa di negativo quando ci si ritrova a dover invitare anche persone che in realtà non avremmo voluto, e lo facciamo perché non si vuole deludere nessuno e non vogliamo sentirci in colpa.

A volte i piccoli sacrifici possono rendere felici: se scegliamo di accontentare nostra madre e invitare quel parente con cui non ci troviamo bene, questa è un’azione che, anche se costa fatica, può dare energia positiva perché si sta rendendo felice una persona cara. La storia cambia se invece facciamo questo sacrificio perché abbiamo paura di deludere nostra madre.

Emozioni vs oggetti. Un altro problema sono i regali: se non vogliamo farli, meglio non farli! Spendere soldi per fare dei regali di cortesia e apparenza non ha senso. Non sentitevi in dovere di farli perché li fanno tutti. Come dice la dott.ssa Paola Vinciguerra dobbiamo regalare emozioni non oggetti costosi.

Rimedi per l’ansia da prestazione

Sano egoismo: se vi trovate in una situazione di blocco in questo periodo probabilmente è perché state pensando troppo agli altri. Non dovete fare tutte le cose in funzione del benessere e del divertimento altrui. Chiedetevi prima che cosa fa piacerebbe fare a voi in questo Natale e non preoccupatevi delle risposte. Ascoltare le proprie esigenze è il primo passo per vivere più sereni.

Ascoltare le aspettative: è importante non crearsi aspettative sul Natale, sui parenti, sulla generosità delle altre persone e sui comportamenti in generale che dovremo tenere. Per poterlo fare, però, dobbiamo imparare ad ascoltare le nostre aspettative. Altrimenti, come scrive lo psicologo Thomas Trobe nel suo libro A tu per tu con la paura, se le reprimiamo finiamo per farle venire a galla sotto forma di risentimento, aggressività, malignità; emozioni che durante le feste, visto lo stress che comportano, possono uscire fuori. Divertirsi, accettando ogni momento, senza crearsi aspettative su come dovrebbero andare le cose è la scelta migliore.

Conclusioni

La tradizione non deve essere per forza rispettata, soprattuto se causa stress. Non bisogna essere per forza i migliori: trovare il regalo perfetto, l’abito migliore e il sorriso finto più felice. Non trasformiamo il Natale in un dovere, in un metro di misura con cui ci sentiamo misurati e valutati.

Se vogliamo stare meglio non dobbiamo comportarci per forza come nei Natali precedenti facendo cose che non vogliamo fare. Le abitudini possono anche essere spezzate per fare quello che ci fa stare bene veramente. Anche con il rischio di deludere qualcuno.

Ti auguro un Natale ricco di emozioni positive! 

A presto!

Sebastiano

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