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Come non avere paura degli altri: la lezione di Osho

Secondo Osho, maestro spirituale indiano, solo se abbiamo paura di noi stessi avremo paura degli altri. Se amiamo noi stessi, invece, amiamo anche gli altri. Se odiamo noi stessi, purtroppo, odieremo anche gli altri.

L’aspetto centrale nella relazione con gli altri è essere consapevoli che, qualsiasi cosa accada, dev’essere prima accaduta dentro di noi. La relazione, come dice il maestro indiano, può soltanto amplificare e non creare.

All’interno di questo articolo analizzeremo la paura degli altri prendendo spunto dal libro di Osho “La paura, comprenderla e dissolverla” e cercheremo, grazie alle parole del mistico indiano, di capire come affrontarla.

Ama te stesso e poi il prossimo

Siamo stati condizionati a credere che amare noi stessi prima del prossimo sia un atto egoistico e individualistico. Questo comportamento è assurdo, impossibile. Se non amiamo noi stessi, che siamo più vicini a noi, come potremo amare qualcun altro?

Osho ci dice che prima bisogna amare se stessi perché soltanto se l’amore accade dentro di noi potrà allargarsi agli altri.

Ci è stato insegnato a giudicarci negativamente e provare continui sensi di colpa per quello che non riusciamo a essere o a fare. Non siamo capaci di accettare noi stessi, come possiamo accettare qualcun altro?

E’ necessaria una profonda accettazione. Bisogna lasciar cadere tutti i “dover essere” e il mondo intero sarà qualcosa di diverso. Continuare a giudicarci ci porta ad avere paura e a frantumare relazioni invece di crearle.

Quando abbiamo paura degli altri rimaniamo nascosti dentro di noi e reprimiamo rabbia, odio, tristezza e molte altre emozioni. Ci creiamo un’armatura per riuscire a gestire la nostra immagine, ma al primo contatto profondo essa potrebbe frantumarsi.

Abbiamo paura dell’altro perché ci hanno detto che non andiamo bene, un trucco semplice per manipolarci. Se fossimo apprezzati, accettati, amati e se ci fosse trasmesso che andiamo bene così come siamo saremmo difficili da controllare.

La trasformazione per Osho non arriva grazie a degli sforzi, ma arriva accettando noi stessi con un amore e un’estasi talmente profondi che non c’è alcuna condizione che possa fermarli. Se impariamo ad amare noi stessi la parte più brutta di noi scompare, viene assorbita e trasformata.

Per essere libero devi essere insicuro

Per non provare la paura degli altri (o di altri tipi di timori) e sentirci al sicuro abbiamo creato dei confini. Più questi confini sono ristretti più ci sentiamo al sicuro. Dall’altra parte, però, ci sentiamo imprigionati perché abbiamo perso ogni libertà.

Per Osho è importante ricordare una legge fondamentale: la vita è insicurezza, solo lasciando cadere le mura che ci avvolgono possiamo permetterci di essere veramente vivi.

Le nostre menti ci hanno reso chiusi e ristretti e il nostro essere infinito si sente imprigionato: qualsiasi cosa facciamo sentiamo ovunque delle limitazioni. È questo il paradosso della mente: continuiamo a chiedere più sicurezza e più libertà allo stesso tempo, ma entrambe le cose non possono coesistere.

L’altro crea paura perché dietro quelle mura ogni amicizia e amore sono impossibili. Ci muoviamo con troppa cautela e la vita diventa una noia invece che un’avventura. Come spiega il maestro, se siamo pronti a essere insicuri, perennemente insicuri, saremo liberi. Se vogliamo la libertà dovremo perdere la nostra sicurezza, il nostro senso di protezione.

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Sii consapevole, non cauto

Non c’è nulla di cui aver paura perché non c’è nulla da perdere. Nessuno ci può derubare, e tutto ciò che ci può essere rubato non ha alcun valore, perché avere paura? Questi sono i veri ladri: il dubbio, il sospetto, la paura.

A causa della paura ci sfuggono molte cose. A causa della paura non riusciamo ad amare e se lo facciamo non andiamo mai in profondità.

La verità è che bisogna essere consapevoli e non cauti. La distinzione tra le due è molto sottile: la consapevolezza non è mai radicata nella paura, la cautela lo è sempre. Essere consapevoli vuol dire essere coscienti delle cose che facciamo continuando a godere delle esperienze.

Se impariamo a lasciar andare la paura – accettandola come un’informazione che il nostro corpo ci sta inviando – ogni altra cosa si annullerà automaticamente, poiché tutto il resto non è altro che una conseguenza di quella paura.

Osho ci tiene a ricordarci una cosa importante: nella vita non esiste nulla che sia un male, nulla di cui si debba essere intimoriti. Semplicemente nella mente abbiamo innestate alcune idee relative a specifici momenti di fragilità e queste idee vengono proiettate in continuazione.

Godersi la vita: la strada verso la gioia

La paura degli altri, come molti tipi di paura, arriva se non ci godiamo la vita. Se godiamo la vita, la paura scompare. Per uscire dalla paura, secondo il maestro indiano, è sufficiente essere positivi e godersi la vita: ridere, danzare, cantare e lasciarsi trasportare dalle attività che più ci fanno stare bene.

Lo straordinario accade solo quando iniziamo a vivere le piccole cose con una mente nuova, con freschezza, vitalità e un nuovo entusiasmo. Accumulare piano piano queste piccole esperienze ci porterà a raggiungere, presto o tardi, una gioia molto pura.

Esci dalla zona comfort e inizia a vivere

Se abbiamo paura degli altri non ci sono scorciatoie: bisogna andarci dentro, tralasciando qualsiasi sicurezza ed evitando qualsiasi protezione.

La mente è un uomo d’affari, un calcolatore che valuta profitti e perdite e che non rischia mai. La vita si offre a noi se siamo pronti a rischiare e a vivere sempre in bilico.

Quando ci avviciniamo alla paura siamo vicini alla porta, una porta che ci apre al nuovo e allo sconosciuto; quindi la paura è un segnale che ci dice che dobbiamo stare attenti, che non dobbiamo superare quella soglia.

I timori sono buoni amici perché ci vogliono proteggere, ma noi dobbiamo fargli capire che le nostre sfide sono fondamentali per la nostra crescita interiore e che tremare davanti alle esperienze che temiamo va bene; non c’è nulla di male in tutto ciò.

La vita, come ripete più volte all’interno del libro Osho, sorge nel rischio, nel sentirsi in pericolo. Quando il pericolo è presente, quando ci circonda da ogni parte, qualcosa in noi si cristallizza, perché è il pericolo a cambiarci, a creare una situazione in cui dobbiamo diventare un tutt’uno e in cui ogni pensiero scompare.

Metterci in piccoli situazioni di disagio e uscire dalla nostra zona di comfort ci aiuta ad affrontare la paura. Attività come:

  • salutare o parlare con un estraneo
  • cominciare un nuovo corso che rimandiamo da tempo
  • chiamare un amico che non sentivamo da anni
  • decidere di parlare in pubblico
  • iniziare a praticare uno sport di squadra
  • partire per un viaggio in solitaria
  • imparare un nuova lingua

Pensare è un lusso che si crea quando siamo immersi in un’eccessiva sicurezza. Il chiacchierio interiore diventa una barriera invalicabile che non ci permette di vedere, sentire e vivere come vorrebbe il nostro Spirito.

Conclusioni

Il libro di Osho è più spirituale e meno tecnico – com’è giusto che sia – rispetto ad altri libri letti sulla tematica paure. Un insegnamento importante, però, che il maestro vuole lasciarci in questa lettura e che vorrei sottolineare è questo: la paura, essendo un’emozione, genera energia.

Essa non può essere distrutta, nessuna energia può essere distrutta. Magari le si può dare una forma diversa, come ad una goccia d’acqua: la possiamo trasformare in ghiaccio, farla evaporare, ma comunque essa permane.

Reprimere l’energia creata dalla paura può creare dolore. Farla fluire dentro di noi senza esprimere giudizi può permetterci di comprenderla.

Per affrontare le paure in generale è fondamentale lasciar fluire l’energia che queste emozioni provocano dentro di noi.

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