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Più autostima meno paure

In questo articolo troverai la spiegazione di che cos’è il senso di autostima. Inoltre, scoprirai un elenco delle varie tipologie di autostima, consigli su come rendere migliore la tua autostima e una spiegazione di come le introiezioni (messaggi introiettati in passato) possono intaccare negativamente il tuo senso di autostima. Tutto il materiale è stato estrapolato dal libro “Pronto soccorso per insicuri cronici” di una delle più quotate psicoterapeute tedesche, Barbel Wärdetzki.

Il senso di autostima

Il senso di autostima è il senso soggettivo del nostro valore per la persona che siamo. Si basa sul livello di apprezzamento che attribuiamo a noi stessi e alle nostre qualità. Quanto più ci sentiamo validi, tanto meno tenderemo a soffrire di paure e incertezze. L’autostima purtroppo non è fissa, ma variabile. In alcuni giorni, infatti, ci si può sentire forti e pronti ad affrontare le sfide, in altri, invece, preferiremmo nasconderci e delegare agli altri l’arduo compito di affrontare le difficoltà.

Per sostenerci in questi giorni dove i timori e le paure sembrano insormontabili ecco un esercizio proposto dalla psicologa tedesca.

  •  Torna con il pensiero ad un momento in cui ti sei sentito forte. Quindi ripensa a quando è successo, a dove è successo, a cosa stavi facendo e con chi. Potrebbe essere un momento specifico riguardante l’ambito lavorativo, l’ambito sentimentale, sportivo o di altre sfere della tua vita. Non è importate di che cosa si tratti, ciò che è fondamentale è l’immagine di quel momento. Resta con essa, entra in questa immagine e ricreala nel modo più realistico possibile. Ascoltati e percepisci l’esperienza positiva del sentire la tua autostima collegando questo sentimento con una parte del tuo corpo in cui la percepisce con maggiore intensità. Respira tranquillamente e goditi la sensazione di calore e profondità del rilassamento. Sofferma la tua attenzione sulla parte del corpo nella quale hai provato più intensità e associa questa sensazione a un colore e lascia che il tutto faccia effetto.
  • Nei momenti in cui l’insicurezza prende il sopravvento puoi riportare la tua attenzione su questa esperienza associandola a quella parte del corpo e, praticando una respirazione profonda, pensare al colore con cui hai scelto di associarla. In questo modo dovresti riacquistare un senso di autostima. Questo esercizio, come spiega la psicoterapeuta tedesca nel suo libro, serve a farti rivivere la calma, a centrarsi in una direzione positiva associata a sensazioni di forza e sicurezza.
  • C’è una remota possibilità di non ricordare momenti in cui hai percepito chiaramente il tuo senso di autostima, ma può succedere. In questo caso può essere d’aiuto pensare ad una situazione ideale. Qual è la situazione più bella che potresti vivere per sentirti consapevole e pieno di forza? Rappresentati questa immagine e procedi nello stesso modo descritto sopra, la fantasia infatti è potente quanto la realtà.  Mi raccomando: attua questa seconda opzione solamente nel caso in cui, dopo uno sforzo alla ricerca di una sensazione passata di autostima, non riesci a trovare nulla. Ovviamente non deve essere per forza un evento eclatante, può essere anche qualcosa di semplice.

Come dicevamo all’inizio il senso di autostima può vacillare in tutte le persone, ma le tipologie di persone si distinguono in base alla propria stabilità di fondo: ci sono persone che possiedono un senso di autostima piuttosto fragile e che sono in contatto solamente con il loro senso di inferiorità e ci sono anche persone autoconsapevoli che, essendo ancorate in se stesse e confidando nelle proprie capacità, si sentono soddisfatte e sicure di sé anche nei momenti difficili.

Vari tipi di autostima: la differenziazione principale

Innanzitutto la distinzione principale da fare e quella tra autostima implicita (inconscia) ed esplicita (conscia). La prima è la valutazione spontanea e automatica della propria persona e si manifesta nella vita di tutti i giorni con commenti e opinioni che esprimiamo su di noi in maniera inconsapevole. Ad esempio si esprime in maniera indiretta nella nostra reazione quando riceviamo un elogio:

“Come stai bene oggi.” “Questo taglio di capelli non mi piace e non ho più vestiti che mi vadano bene.” 

Chi reagisce in questo modo a un complimento probabilmente non ha una buona autostima implicita rispetto al proprio aspetto.

L’autostima esplicita, invece, si esprime quando parliamo di noi stessi in maniera consapevole. Per esempio: “Ho una buona opinione di me stesso”; “Sono affascinante”; “Riuscirò ad affrontare quelle difficoltà.” 

E’ interessante notare che i due tipi di valutazioni non devono necessariamente coincidere. Ad esempio tra i soggetti narcisisti si verifica una discrepanza tra autostima implicita ed esplicita. Quest’ultimi, infatti, dimostrano una grande autostima esplicita ma una bassa autostima a livello implicito.

Ricapitolando i punti importanti della dott.ssa Barbel Wärdetzki:

  • L’autostima implicita è inconscia e viene espressa nei comportamenti e nelle affermazioni.
  • Le autodescrizioni definiscono l’autostima esplicita.
  • Può esserci una discrepanza tra i due tipi di autostima.
  • L’autostima esplicita può essere positiva anche quando quella implicita è negativa e viceversa.

Altri tipologie di autostima

La psicologa tedesca sottolinea che ci sono sei categorie di autostima:

  1. Autostima emotiva: mi voglio bene oppure mi rifiuto?
  2. Sicurezza nel contatto: quanto mi sento sicuro quando mi trovo insieme ad altre persone?
  3. Rapporto con la critica: riesco a rapportarmi in modo costruttivo con le critiche oppure temo di esserne distrutto?
  4. Autostima relativa alle prove sostenute: che valore attribuisco alle mie capacità e competenze?
  5. Attrattività: mi piaccio oppure sento un rifiuto per il mio aspetto esteriore?
  6. Prestanza fisica: sono in forma fisica e sento di essere fisicamente in grado di sostenere delle prove?

Il senso di autostima, contrariamente a come si può pensare, non si basa solo su quanto ci piacciamo e accettiamo, ma anche sulla qualità dei nostri contatti sociali e sul modo in cui valutiamo la nostra presenza fisica. Si possono quindi avere valutazioni di valore differente nelle varie categorie. Per esempio qualcuno potrebbe piacersi molto (attribuendosi un valore alto nella categoria 1), ma sentirsi insicuro nel contatto con le altre persone (valore basso nella categoria 2) e così via. Con l’aiuto del test, che puoi trovare nel libro della dott.ssa, è possibile tracciare un quadro complessivo. Misurando il senso di autostima per ciascuna categoria si possono identificare i deficit di autostima e bilanciarli più facilmente.

Il segreto di un forte senso di autostima

Un paragrafo molto importante nel libro della Wärdetzki è proprio questo. L’apertura inizia con una citazione molto esplicativa della cantante soul Sharon Jones che vi riporto di seguito:

Ho imparato a non misurare il mio valore in base al mio aspetto, altrimenti mi sarei già arresa da molto tempo: sono troppo bassa, troppo nera, troppo grassa. Mia madre mi diceva sempre: non nasconderti, figlia mia, solo così potrai sentire quanto vali“.

Ecco, il segreto consiste nel chiedersi dove risieda il nostro valore. Di norma, se per esempio pensiamo all’ideale estetico di bellezza, è verso l’esterno che tendiamo a proiettarci. Quanto più vicini ci sentiamo a questo ideale, tanto più ci sentiamo valorizzati: magri, in forma, attraenti e giovanili. Ma cosa succede se non corrispondiamo a questi standard? Il senso di svalutazione diventa inevitabile? Ovviamente si, se questi standard esterni sono l’unico punto di riferimento. Ma ciò non avviene se l’idea che abbiamo di noi stessi è adeguata alla situazione personale reale. Se siamo consapevoli dei punti di forza e delle risorse che abbiamo allora saremo in grado di riconoscere il nostro valore e ci sentiremo soddisfatti anche se questa condizione va contro i criteri estetici esteriori.

Alcune domande interessanti che ho trovato nel libro per capire il proprio valore sono: quali sono le tue caratteristiche specifiche? Quali sono i tuoi punti di forza? Che cosa ti rende unico e insostituibile? Che cosa c’è di prezioso e unico in te?

In passato, ponendo l’attenzione verso l’aspetto esteriore, ho spesso trascurato quelli che erano i miei valori interni come persona. Credo che queste domande siano un valido aiuto per rifocalizzarti nuovamente sugli aspetti importanti per te.

Le introiezioni possono minare il senso di autostima

L’autostima di un adulto può subire delle cadute lungo la strada per colpa dei messaggi svalutativi, che chiamiamo introiezioni, ricevuti nei primi anni di vita. Si tratta di informazioni che sono state gettate dentro di noi senza darci il tempo di essere verificate e che rispettiamo indipendentemente dal fatto che queste possano essere adatte a noi, che ci facciano bene oppure no, che corrispondano o non corrispondano alla nostra morale. Le introiezioni sono messaggi o regole che ci indicano il modo in cui dobbiamo o non dobbiamo essere e che seguiamo perché abituati a farlo. Questi messaggi, come sottolinea la Wärdetzki, sono molto dannosi per l’equilibrio del nostro senso di autostima perché portano l’individuo a pensare di non dover essere mai se stesso.

Ognuno di noi in passato ha interiorizzato regole, norme e messaggi che oggi ci creano ansia, pressione e non ci rendono liberi di essere ciò che realmente vorremmo. Comprendere che le nostre parti negative contengono anche aspetti positivi che nei primi anni di vita hanno consolidato dei rapporti importanti è fondamentale. Alcune regole che abbiamo interiorizzato da genitori o dalla scuola, ad esempio, erano indispensabili una volta, ma oggi potrebbero non essere più sensate e adeguate.

In definitiva il passaggio importante per la psicoterapeuta tedesca è quello di diventare consapevoli dei vecchi schemi e iniziare a scioglierli perché semplicemente non più funzionali per la nostra vita presente; anzi, attraverso il riconoscimento di queste introiezioni esse possono diventare forze positive e perdere la loro negatività.

Conclusione

Aver migliorato il mio senso di autostima è stato importante non per non avere più paura, ma per avere la consapevolezza di poter uscire da difficoltà e periodi difficili. Quando ho iniziato a fare il punto di come avrei voluto essere inizialmente ero terrorizzato, ma lavorando duramente ogni giorno mi avvicino sempre di più a quella persona che mi piacerebbe essere. Per esperienza personale credo che tutti possiamo ambire a un forte senso di autostima, l’importante è decidere che persone vogliamo essere e impegnarci in quella direzione. Non mi sento invincibile, anzi, spesso le paure tornano a farsi sentire. Ma la cosa che mi rende più felice sono le energie e le forze che sto scoprendo di me, e che non pensavo di avere.

Buon miglioramento dell’autostima! BePazzidiVita

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