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Cap. 4 – Non rimpiangere il coraggio, usalo adesso!

Era cominciata una nuova avventura.

Un evento negativo mi aveva dato la possibilità di vedere la direzione giusta: intraprendere un’esperienza di vita all’estero.

[Ah, prima di continuare, se non hai letto i capitoli precedenti, ti consiglio di farlo qui: (1) (2) (3)].

Quindi verso quale direzione mi ero mosso per tutti questi anni?

Sì, ahimè, avevo camminato sui sentieri universali, quelli che seguono tutti.

La verità però, caro Pazzo di Vita, è che non si può imparare molto su se stessi senza approfondire strade diverse e alternative.

Ma di questo te ne parlo più tardi.

Intanto continua a leggere, poi capirai.

Voglio essere onesto.

Non era tutto rose e fiori, sopratutto l’inizio della mia nuova avventura.

Tranquillo, non ho intenzioni di indorare la pillola.

Immagino tu possa capire: nuova città, nuovo lavoro, nuova lingua… Dopo i primi tre mesi volevo andarmene.

Non stavo bene: vivevo in un appartamento fuori dal centro città, non mi trovavo bene con i miei coinquilini e con il lavoro faticavo a ingranare.

Mi trovavo in una situazione difficile.

Di nuovo.

Mi ero spinto con coraggio in qualcosa a cui avevo sempre aspirato, ma il risultato non era quello sperato.

Ero triste e deluso.

Sentivo di aver sbagliato ancora.

Sì, senza fallimenti non possono esserci innovazioni, apprendimento e creatività.

Di questo ne ero convinto.

Ma la verità è che cadere fa male e alimenta i rimpianti, i sensi di colpa e la vergogna.

E queste sensazioni io le stavo ancora provando.

 

Il momento miracoloso

La mia relazione d’amore finita, la mia professione abbandonata, il mio progetto messo in stand-by…

Queste cose erano ancora lì a ricordarmi le mie paure e il mio sentirmi sbagliato.

In più, i giudizi di coloro che prima della mia partenza mi avevano dato del pazzo non tardarono ad arrivare. Ora avevano le prove e la conferma del mio errore.

Ma…

 

Non è chi critica che conta, né chi sottolinea che i forti inciampano, o afferma che potrebbero fare di meglio. Il merito va a colui che scende realmente nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue, e che combatte valorosamente;  a colui che, nella migliore delle ipotesi, alla fine conoscerà il trionfo di un grandioso traguardo e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallirà, almeno cadrà sapendo di avere osato in grande – Theodore Roosevelt –

 

Ba-boom!

Capii una cosa importante e tutto si trasformò.

Mi stavo rendendo conto di un aspetto che avevo tralasciato: il clou di un’avventura è burrascoso, è vero, ma è anche il momento in cui accade qualcosa di miracoloso.

Se impariamo a calarci nelle esperienze, apparentemente dolorose e negative, possiamo superare le esperienze successive in maniera più coraggiosa.

Ed è quello che feci.

Non mi era mai servito lamentarmi in nessuna delle situazioni negative che avevo dovuto affrontare nella mia vita.

Perché dovevo farlo adesso?

Smisi di lagnarmi e cominciai a focalizzarmi sul raggiungimento dei miei scopi.

Perché è questo che facciamo noi Pazzi di Vita, no?

Iniziai a visitare il centro città, a mangiare nelle tipiche “tascas” portoghesi. Conobbi nuove persone che, in poco tempo, divennero grandi amicizie.

Nei giorni liberi i viaggi in autobus, treno e macchina diventarono una piacevole abitudine.

Insomma, mi aprii a questa esperienza vivendola al massimo.

Lisbona è stupenda.

Ogni giorno che passava mi innamoravo sempre di più di quella città: dai suoi colori alle sue viste mozzafiato; dalle sue spiagge alle sue viuzze pittoresche.

Ammirare il tramonto da Praça do Comercio con il ponte XV Aprile come cornice e il fiume Tejo come sfondo… Wow! È un’esperienza unica!

Aspetta, perché non è finita qui.

 

Sole, surf e rivoluzione

Poi arrivò il Natale e l’Anno Nuovo e, finalmente, riuscii a cambiare casa avvicinandomi al centro città e alle persone a cui volevo bene.

È vero, non era il lavoro dei miei sogni che quello che stavo svolgendo, ma quell’esperienza era un altro passo in avanti verso il raggiungimento della mia unicità.

Perché per capire chi siamo dobbiamo provare cose nuove e, questo, comporta anche fallire.

Non possiamo evitare di cadere, anche se fa male. La rivoluzione sta proprio nel continuare ad avere coraggio e calarsi nell’esperienza di risalita verso i nostri sogni.

Dobbiamo avere il coraggio di oltrepassare quella linea e di avventurarci verso quella che riteniamo la nostra libertà.

Certo, è vero: ho sbagliato tanto negli ultimi anni, ma le decisioni le ho prese io. Giusto o sbagliate che fossero.

E la cosa più importante che possiamo decidere è proprio il ruolo che intendiamo avere nella nostra vita: vogliamo scrivere noi la nostra storia o vogliamo cedere quel diritto a qualcun altro?

Arrivò la primavera e poi l’estate.

Due stagioni meravigliose da vivere a Lisbona.

Il sole, il surf, i piccoli bar fronte oceano e, l’amore…

Il Portogallo oltre ad avermi ammaliato mi avete fatto scoprire nuovamente l’amore.

E, intanto, una nuova idea si fece strada nella mia mente: visitare tutto il paese in van.

Ma questa è un’altra storia. Te la racconterò nei prossimi articoli.

 

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Sebastiano

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