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Realizza solo i sogni che ti tolgono il respiro

Dormiva su dure assi di legno, nudo.

Si scaldava con il calore umano di altri corpi nudi vicino al suo.

Era il numero 172338…

E si rincuorava dicendosi: “Se potessi sopravvivere un altro giorno, un’ora, un minuto, allora il dolore finirebbe e domani verrebbe”.

All’improvviso delle urla suicide squarciarono la notte.

Non era un incubo.

Erano i compagni ebrei che erano andati “al filo” per porre fine al dolore, divenuto insopportabile, che il campo di concentramento di Auschwitz stava infliggeva loro.

A volte pensava di unirsi a loro per morire, come i suoi genitori, che erano stati assassinati nelle camere a gas del campo.

Ma alla fine la speranza di poter continuare a vivere era più forte.

Se fosse sopravvissuto avrebbe vissuto ogni giorno al massimo e avrebbe dedicato il resto della sua vita a rimediare al dolore che Adolf Hitler aveva inflitto al mondo.

Fu lì, nel periodo più buio dell’umanità, che Eddie Jaku trovò il suo sogno, lo scopo primario della sua vita.

Vuoi scoprire come finisce la storia?

Continua a leggere allora.

 

L’errore più grande della vita

Il calvario dei Lager nazisti, per l’allora diciottenne ebreo Eddie, iniziò la “Notte dei Cristalli”.

La notte del 9 Novembre 1938, infatti, fu quello che Jaku definisce “l’errore più grande della sua vita”.

Dopo cinque anni di collegio, sotto falso nome per poter studiare come un giovane tedesco, decise di tornare a casa per fare una sorpresa a suoi genitori.

Era il loro anniversario.

Ma non trovò nessuno. La casa era vuota. La sua famiglia era già fuggita, ma lui non lo sapeva.

Arrivarono le S.S. ed Eddie fu selvaggiamente picchiato.

Il giorno successivo fu mandato in un campo di concentramento.

Prima Buchenwald e poi Auschwitz.

Sopravvisse grazie alle raffinate abilità meccaniche che suo padre aveva insisto perché imparasse al collegio.

I nazisti, infatti, lo reclutarono per realizzare strumenti chirurgici quando videro che poteva rimodellare qualsiasi cosa.

Scambiava la sua esperienza ingegneristica con cibo extra.

Sette anni di orrori inimmaginabili.

Finalmente, però, le forze alleate si stavano avvicinando a quella parte della Polonia ancora controllata dai tedeschi.

18 gennaio 1945 ore 3.00 del mattino.

Eddie venne svegliato insieme ad altre migliaia di persone e mandato alla “Marcia della Morte” nazista.

Riuscì a fuggire e nascondersi in una grotta nella Foresta Nera.

Venne trovato delirante per la fame dai soldati americani.

Pesava 28 kg ed era malato di colera e tifo, ma era vivo.

La crudeltà dei campi aveva spazzato via tutti i suoi affetti.

Eddie non ebbe mai più la possibilità di salutare i suoi genitori.

 

L’uomo più felice della Terra

Il centenne nato a Lipsia e, dal 1950 residente in Australia, oggi, nonostante abbia sopportato il peggio dell’umanità, si reputa l’uomo più felice della Terra.

Perché?

Per la fortuna che ha avuto: è riuscito a sopravvivere alla raccapricciante crudeltà dell’Olocausto. Si è sposato con la sua amata Flore – ebrea belga che distribuiva pasti a Bruxelles per chi era sopravvissuto alla guerra. E’ diventato padre, nonno e bisnonno.

Eddie ha seguito il suo scopo: provare a vivere ogni giorno felice e diffondere felicità nel mondo.

Nei primi anni dopo la guerra non fu facile.

Jaku non era sicuro del motivo per cui fosse ancora vivo, o se voleva veramente vivere dopo tutto l’orrore che aveva visto…

Ma si chiese chi voleva essere e con coraggio ha costruito il suo personale sentiero da Pazzo di Vita.

Per sostenere i tuoi sogni hai bisogno di sviluppare muscoli abbastanza forti, e per sviluppare questi “muscoli” hai bisogno delle difficoltà e delle sfide.

Ognuno ha i propri limiti da superare.

Gli ci sono voluti 30 anni per poter parlare dell’Olocausto.

Ma oggi per Eddie, autore del libro The Happiest Man on Earth, la condivisione è tutto. “Lo sento come un dovere raccontare la mia storia”.

 

Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi – James Dean –

 

Ardere di passioni per i propri sogni

La cosa più importante che puoi decidere è il ruolo che intendi avere nella tua vita: vuoi scrivere tu la tua storia o vuoi cedere quel diritto a qualcun altro?

Eddie si è chiesto quali erano i suoi obiettivi. Avrebbe potuto abbandonarsi all’odio e alla vendetta, ma ha scelto di lottare per il suo sogno e di scrivere la sua vita secondo le sue regole.

La verità è che devi desiderare di realizzare i tuoi sogni come desidereresti respirare un istante prima di soffocare.

Lo so, questa immagine può essere spiacevole, ma è anche l’immagine più cristallina di ciò che serve per raggiungere veramente i propri sogni.

Per Eddie condividere felicità, dopo le atrocità vissute, era la cosa che desiderava di più al mondo.

E tu? Desideri veramente i tuoi sogni?

Mi raccomando rincorri sogni che ti facciano ardere di passione, sogni che ti tolgano il respiro.

 

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Sebastiano

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