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Stop all’inquinamento da plastica: la storia di Bye Bye Plastic Bags

Melati e Wijsen sono due attiviste indonesiane di 18 e 16 anni. Nel 2013 hanno fondato “Bye Bye Plastic Bags” che negli anni è cresciuta grazie agli studenti volontari che ne fanno parte.

Le due sorelle, insieme alla loro squadra, hanno speso questi anni a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei rifiuti a Bali attraverso diverse iniziative: dai workshop nelle scuole all’organizzazione di pulizie sulla spiaggia; dalle fornitura di borse di materiale alternativo agli interventi negli eventi locali e globali.

L’idea

Le attiviste del sud-est asiatico, che hanno lanciato la loro idea al congresso della gioventù di Bali, si sono sentite ispirate e motivate a dar inizio a questo progetto grazie a una maestra. “Durante una lezione – spiegano le due – abbiamo parlato di leader mondiali come Nelson Mandela, Martin Luther King, Lady Diana e altri. All’epoca avevamo 10 e 12 anni. Quel giorno siamo tornate a casa pensando a cosa potevamo fare, come bambini, per l’isola di Bali. Abbiamo scelto la spazzatura perché questo era ciò che stava influenzando maggiormente la nostra vita quotidiana. Mentre giocavamo nelle risaie o camminavamo sulle spiagge, vedevamo sempre sacchi di plastica che si accumulavano ovunque. Lo abbiamo subito considerato un problema realisticamente affrontabile”.

Consapevolezza

Purtroppo il male che si fa a volte non è visibile e, per interromperlo, bisogna partire dalla consapevolezza, che prevede rispetto e compassione per ciò che viviamo. Siamo così abituati a come facciamo le cose che, in un certo senso, pensiamo che anche gli altri e il mondo intorno a noi lo siano. Grazie alla consapevolezza, invece, possiamo iniziare a vedere i modi in cui danneggiamo quello che ci circonda. Bye Bye Plastic, che è arrivata così lontano grazie alla passione e alla tenacia delle sue fondatrice, ha una visione molto consapevole: “Entrambe condividiamo la stessa missione per il nostro paese. Speriamo che Bali si connetta con le sue radici, speriamo che le persone che vivono e vengono qui rimangano in armonia con il mondo naturale. Bali è un’isola magica, dove accadono tante cose meravigliose. Crediamo in una Bali priva di inquinamento dalla plastica. Immaginiamo anche un mondo in cui più giovani agiscono e difendono ciò in cui credono”.

Anche il viaggio di queste due ragazze, come ogni viaggio che si rispetti, ha una caratteristica ben distinta: non è prefabbricato. E’ come viaggiare in treno seduti in senso contrario: non riusciamo a vedere dove stiamo andando, solo dove siamo stati. E questo a volte può farci sentire sopraffatti; ma la verità è che il modo in cui ci relazioniamo con queste situazioni difficili spargerà i semi per come affronteremo le problematiche future. Possiamo buttarci giù oppure, come hanno imparato a fare Melati e Wijsen possiamo rafforzarci: “Il problema della plastica e il tentativo di vietare le borse possono causare molto stress e alcuni giorni può sembrare una missione impossibile, ma ci affidiamo al nostro team, alla famiglia e agli amici per superare questi giorni. Vogliamo assicurarci, cercando di divertirci il più possibile, di celebrare sempre i successi lungo la via. Avere una squadra e lavorare a stretto contatto con loro è stato di grande supporto in tutto questo”.

Pazienza

Qual è la lezione più importante che avete imparato? “Non puoi ottenere risultati da solo. Hai bisogno di una squadra dietro di te. Il gruppo è ciò che ci fa andare avanti nei giorni impegnativi. Che si tratti di un nostro amico, della famiglia o di altri attivisti locali, non saremmo potute arrivare dove siamo oggi da sole. Ci è voluto un team di volontari di tutte le età provenienti da tutto il mondo per rendere la nostra associazione una solida realtà”, rispondono le due fondatrici inserite dal Times nella lista delle adolescenti più influenti.

“Una delle sfide più grandi”, raccontano le stesse, “è stato riuscire a lavorare con il governo e comprenderne le sue complessità: abbiamo dovuto imparare ad essere pazienti. Lo chiamiamo “ballare con i politici”: un passo avanti e due indietro. Ci vuole tempo e lavoro per creare relazioni che si tradurranno in un impegno a lungo termine da parte di tutti i livelli della società: autorità locali, governo nazionale, partner ecc. Anche mantenere il nostro gruppo impegnato e motivato è stata una sfida. Cercare di vietare i sacchetti di plastica, ed essere ancora studenti e adolescenti, è un lavoro impegnativo”.

Piccole azioni

Non importa quanto sia lontano un traguardo, quanto sia ambizioso un obiettivo, l’importante è la costanza di fare piccoli passi ogni giorno. “Ci sono molte cose di cui siamo orgogliosi come squadra, ma penso che uno dei nostri punti forti sia quello di essere in grado di ispirare altri giovani in tutto il mondo. La prova che gli adolescenti possono fare cose rilevanti. A Bye Bye Plastic Bags – concludono le due balinesi di origine olandese – amiamo l’idea di avere la capacità di ispirare e risvegliare il cambiamento all’interno di alcune delle giovani menti più brillanti e di metterle in viaggio per qualcosa di significativo”.

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A presto! BePazzidiVita

Sebastiano

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