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Sul sentiero per la tua libertà

Lascia che ti dica una cosa.

È incredibile!

Ancora oggi ricordo la prima volta in cui ho capito che sarei voluto diventare un “Pazzo di Vita”.

Non ci credi? Ora ti racconto subito.

Stavo leggendo “Sulla strada” di Jack Kerouac, un storia di scrittori-viaggiatori-vagabondi all’avventura per le strade dell’America del 900. Pensavo alla libertà di quei personaggi e provavo una sana invidia.

Erano liberi da tutto, lasciavano libero tutto!

Ti sei mai sentito così?

Loro erano la miglior parte di se stessi e al contempo anche la peggiore; sapevano stupirsi di tutto e, anche il semplice, diventava stupendo; non avevano orari da rispettare se non quelli dell’alba e del tramonto; vivevano pienamente esplorando l’ignoto e cercando di saziare la loro fame di curiosità.

Scrivevano per vivere e vivevano per scrivere e raccontare.

Ribelli, questo erano. Andavano controcorrente perché non si accontentavano di insegnamenti e regole generali. Erano unici, ognuno di loro cercava la terra promessa.

Scoperta e azione, scoperta e azione.

Quel giorno capii una cosa fondamentale…

Dovevo trovare il mio sentiero e iniziare a percorrerlo alla ricerca della mia unicità. Se ero uno e unico, non ero nato sicuramente per vivere con le istruzioni che utilizzavano tutti gli altri. Sbaglio, o anche tu la pensi così?

Però aspetta, c’è un problema…

Quando hai 20 anni sembra che tutto il mondo sia a conoscenza di quello che è giusto per te. E tu inizi a credere veramente che loro sappiano quello che dicono.

E non ti dicono: trova lo scopo della tua vita, scopri le tue passioni, combatti per i tuoi sogni.

No, niente di tutto questo.

È qualcosa di più simile a: incamminati sul sentiero comune e, se per caso sei infelice, porta pazienza, poi le cose si sistemeranno.

Cosa?

Veramente devo vivere una vita infelice, seguendo la massa, aspettando che le cose migliorino da sole?

E quindi? Che fare?

Mi trovavo in una situazione difficile.

Meglio prendere il libretto con le indicazioni universali oppure iniziare a camminare sulle strade polverose alla ricerca della mia terra promessa?

Aspetta, adesso arriva il bello.

Devo essere onesto: l’unica cosa che sapevo dentro di me era che volevo essere libero come quei scrittori-viaggiatori-vagabondi americani.

Beh, alla fine decisi che volevo diventare un giornalista! Proprio così. Quello era il mio scopo, il mio essere libero!

Mi piaceva scrivere e adoravo le storie delle persone. Amavo l’avventura e, un giorno, sognavo di poter diventare un inviato di guerra. Feci l’università e, successivamente, iniziai a lavorare in un giornale, e poi in un altro, e in un altro ancora…

Vuoi sapere com’è finita?

Dopo 5 anni quel mondo non mi piaceva più così tanto. A quel punto ti chiedi: ma come? Ho fatto di tutto per trovare la mia strada… Dove ho sbagliato?

Avevo cercato il mio scopo nel mondo convinto di averlo trovato e invece sentivo che mancava qualcosa, che non ero completamente felice.

Consigli?

Dall’esterno arrivarono i soliti: aspetta, vedrai che la situazione migliora.

Ma la verità è che tutti parlano per sentito dire, camminano sul sentiero principale, danno consigli basandosi sull’unica realtà vissuta. E alla fine, quello di cui mi stavo rendendo conto, è che molte persone smettono di cercare.

Eh no, così non è giusto. Lo so che lo stai pensando. Infatti, è quello che penso anch’io.

Scusa, se cerco il mio scopo, la mia felicità, le mie passioni in quello che conosco, ma non lo trovo,  forse vuol dire che devo cercarlo in quello che non conosco.

Siamo d’accordo, smettere di cercare è più sicuro e più semplice. Ed è quello che ci dicono di fare, giudicando negativamente chi esce con coraggio dalla stanza alla ricerca di quell’oggetto che loro hanno smesso di cercare.

Ma voglia di libertà e ribellione erano tornate a bussare alla mia porta. Avevo fatto finta di non sentirle per un po’, ma ora dovevo aprire.

Per questo credo che le decisioni non debbano essere irreversibili. Le scelte che facciamo possono essere cambiate perché provengono da un percorso di comprensione e di consapevolezza personale.

E io ho cambiato per fortuna… Perché bisogna capire quando è il momento di fermarsi. Se quello che hai non ti piace, non puoi continuare a fartelo andare bene!

E c’è molto di più.

Non devi sentirti in colpa per le tue scelte. No, assolutamente, ti prego non farlo! Se hai sbagliato in passato, vuol dire che hai imparato.

E lascia che ti dica una cosa.

Non ho mai sentito di nessuno vivere felice ingannandosi per tutta la sua esistenza.

Prendi me ad esempio.

Avevo usato le mie carte convito fossero buone, ci avevo investito anni, ma mi ero sbagliato. Investire altro tempo mi avrebbe fatto perdere ancora di più. Avevo cercato la mia strada su un sentiero sbagliato, era ora di provare un nuovo percorso…

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Ah, e sarei veramente contento se tu lasciassi un commento con qualche feedback qui sotto il post.

A te prende un minuto del tuo tempo, per me è fonte di grande soddisfazione!

Un abbraccio

Sebastiano

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