Articoli

6 paure che ti tengono “impegnato” invece di goderti la vita

Ti sei mai sentito così occupato da non poterti veramente godere la vita?

Conosco bene quella sensazione.

Studio, lavoro, famiglia e responsabilità della vita spesso sommergono completamente le nostre giornate. Il mio programma giornaliero, senza lasciarmi tempo libero e riposo, sembra non finire mai.

E adesso la cosa più curiosa: ogni volta che ho del tempo libero l’ansia mia afferra perché inizio a pensare alle azioni che dovrei fare per migliorare la mia vita e raggiungere i miei obiettivi.

A volte sono talmente sopraffatto dalle cose che ho bisogno di fare che faccio fatica a dedicare del tempo alla mia famiglia, alla mia ragazza, ai miei amici e alle mie passioni. Faccio fatica a trovare appagamento dalle semplici cose della vita.

Nel momento in cui ho iniziato a pensare a queste difficoltà ho capito che il mio bisogno di essere sempre occupato si è creato, soprattutto, per colpa di sei paure. Ho imparato, guardandole in faccia, che si può iniziare a lasciarle andare, a superarle e quindi a godere maggiormente della vita.

Se anche tu sei sempre sommerso dalle “cose da fare” e trovi difficile goderti a pieno la vita considera se qualcuna di queste paure può essere la causa del tuo bisogno di tenerti costantemente occupato.

1. Paura di sbagliare

 

Il più grane sbaglio nella vita è avere paura di sbagliare (Elbert Hubbard)

         

Evitare di sbagliare incrementa solamente la paura di non essere in grado di sopportare lo sbaglio. Un errore, invece, può essere l’inizio di un nuovo percorso, il seme di un nuovo successo, la consapevolezza di una nuova forza. Sin da piccoli ci è stato inculcato che fallimenti e cadute vanno evitate, ma imparare ad accettare l’errore è il primo passo per migliorare se stessi.

2. Paura di annoiarsi

I bambini sono famosi per la velocità con cui si annoiano, ma anche agli adulti succede, soprattutto con la routine.

Ho capito che riempire la mia vita di “cose da fare” per non annoiarmi non era il metodo migliore. Fuggire dalla noia non serve: accoglierla e riconoscerla, invece, mi ha permesso di apprezzarla.

Abbracciare la noia vuol dire essere completamente immersi in quel momento. Dalla noia possono nascere nuove idee e nuovi progetti. Ho trasformato la noia e i tempi morti in momenti per rilassarmi, meditare e riflettere.

Quando ho iniziato a riflette sulla mia paura di annoiarmi ho capito che la noia è un privilegio. Poter trasformare la noia in attimi di calma e contatto con se stessi è stato un beneficio incredibile.

Non scappo più dalla noia, ma la converto in gratitudine.

3. Paura di sembrare pigro e poco impegnato

Non è un segreto che essere occupato e indaffarato, o sembrarlo, è diventato segno di talento e abilità nella nostra cultura.

Questa paura ogni tanto si manifesta nella mia vita. Quando parlo con le persone e le vedo rispondere continuamente al telefono, controllare in modo compulsivo la posta elettronica o scrollare lo schermo alla ricerca di notifiche mai arrivate mi sento un po’ insicuro e inadeguato: solo io non ho niente di meglio da fare?

Ho iniziato a cambiare il mio modo di vedere le cose quando ho capito che quelle persone non sono realmente occupate e impegnate, ma solamente vincolate al loro smartphone e alle loro cattive abitudini.

Ho iniziato a riesaminare le mie priorità. Invece di sentirmi inadeguato ho iniziato a essere grato per la libertà acquisita in una cultura che impone di sembrare sempre occupati a fare qualcosa con i propri strumenti tecnologici.

4. Paura di rimanere da soli

Cerchi sempre di rimare occupato per la paura di rimanere da solo con te stesso? Spesso pensiamo che per godere a pieno la vita dobbiamo costantemente essere in compagnia degli altri.

Fin da piccoli abbiamo imparato a valutare come indesiderabile il tempo in cui rimaniamo da soli. Se sei stato etichettato come “solitario” nella tua vita le persone potrebbero pensare che tu sia un perdente, uno strambo o, addirittura, un tipo pericoloso. Abbiamo timore di rimanere da soli per la paura delle etichette e per la paura di rimanere soli con i nostri pensieri. Essere sempre da qualche parte con qualcuno è una strategia per non provare questo tipo di paura.

 

Quando si evita a ogni costo di ritrovarsi soli, si rinuncia all’opportunità di provare la solitudine: quel sublime stato in cui è possibile raccogliere le proprie idee, meditare, riflettere, creare e, in ultima analisi, dare senso e sostanza alla comunicazione (Zygmunt Bauman)

 

La solitudine è una buona amica. Superare la paura di stare da soli significa abbracciare il momento in cui siamo con noi stessi in modo da riposarsi, ricaricarsi, godere di un buon libro o delle nostra stessa compagnia.

5. Paura di dire no

Dire di no alle persone non vuol dire essere egoisti. Dire di no vuol dire mettere davanti se stessi e le proprie priorità. Aiutare gli altri, spesso, significa aumentare il numero di richieste che ci verranno fatte; inoltre, di lì a poco sarai sommerso di compiti delegatiti da altri.

Declinare educatamente le pretese degli altri non vuol dire essere cattive persone, significa volersi bene. Il «sano egoismo» – come spiega lo psicologo Giorgio Nardone – ci permette di stare meglio con noi stessi e poi di stare meglio con gli altri.

Mettere davanti i nostri bisogni è il primo passo per diventare più assertivi e godere a pieno le relazioni con gli altri. Quando ho capito l’importanza di tutto questo ho iniziato a rispettare me stesso e i miei rapporti con le persone sono migliorati.

6. Paura di prendere decisioni

Ancora oggi rimando decisioni difficili. Negli anni sono diventato uno dei peggiori procrastinatori arrivando a rinviare anche di alcuni anni certe scelte importanti.

Oggi, dopo aver provato sulla mia pelle la sofferenza di questo comportamento, ho imparato a vedere le decisioni complicate sotto un altro punto di vista: esse sono l’unica cosa veramente nostra. Decidere è in primo luogo una possibilità, un privilegio che tutti noi abbiamo.

 

A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione – e altri sceglieranno per lui (Paulo Coelho)

         

Cosa decidere è una tua responsabilità e spesso dovrai decidere tra due semplici vie:

  • Agire
  • Procrastinare

Paradossalmente anche non decidere rappresenta di per sé una decisione; per la precisione, la peggiore delle decisioni. Non decidere, infatti, significa lasciare che siano le circostanze e gli altri a decidere per te. Vuoi vivere la tua vita in questo modo?

La vita non si ferma e ogni bivio è una possibilità di miglioramento. Non lasciare che gli eventi o gli altri decidano per te.

Buona solitudine, buona noia, buone decisioni, buoni sbagli e buoni no! BePazzidiVita

Non perderti le ultime novità da Pazzi di Vita
Iscriviti alla newsletter per ricevere le nuove videointerviste, i podcast e gli articoli sulla tua mail.

Post collegati Potrebbe piacerti anche