Articoli

Affrontare la paura di non essere all’altezza

In questo articolo parliamo della paura di non essere all’altezza cercando di capire da cosa è causata e come possiamo superarla. All’interno dello stesso ci soffermeremo a parlare di autoefficacia e rispetto per se stessi, due condizioni necessarie per ritornare a sentirci adeguati.

Bene, cominciamo…

Da dove nasce la paura di non essere all’altezza?

“Non sei abbastanza bravo, non hai le qualità per farlo!”. Mai sentita questa vocina nella vostra testa? Beh, io sì, diverse volte!

La verità è che viviamo in una società complessa, siamo circondati da canoni di bellezza irreali e dalle presunte storie di successo degli altri; inoltre, viviamo nei secoli della performance, dove tutto deve essere fatto in modo rapido e adeguato.

Proviamo a pensare a quante cose facciamo in un giorno grazie a internet… Abbiamo la possibilità di fare più cose noi in una singola ora di quante avrebbe mai potuto fare un uomo dell’800 in più di un anno. La nostra vita oggi dovrebbe essere più semplice rispetto al passato, eppure, spesso ci sentiamo sopraffati e vorremmo essere più bravi, più competenti, più preparati, più pertinenti, più intelligenti di quello che siamo.

La verità è che il nostro focus, sopratutto in questi ultimi anni, si orientato sempre di più sulla performance invece che sul benessere, sulle cose che funzionano bene, piuttosto che su quelle che ci fanno stare bene.

Viste le premesse non dobbiamo stupirci se molti di noi non si sentono sempre perfetti, all’altezza delle situazioni, degli obiettivi e dei canoni che questa società ci impone. Le credenze che abbiamo su noi stessi, in questo modo, vengono trasformate in schemi di pensiero che continuamente fanno scricchiolare la nostra autostima.

Questo senso di inadeguatezza può esserci perché, mentre crescevamo, tanti di noi hanno vissuto una serie di esperienze che gli hanno fatto credere di non essere all’altezza, di non essere abbastanza.

Io me lo sono sentito ripetere tante volte: non sei abbastanza bravo in questo sport, non sei abbastanza bravo in questa materia, non sei abbastanza portato per quell’obiettivo, non sei abbastanza intelligente per comprendere questa cosa…

Tutti questi “non sei abbastanza” sono piccole ferite che creano in noi dolore, vergogna e paura.

Apprezzare le differenze

La storia che mi sono raccontato per tanti anni, anche se in realtà volevo di più dalla vita, era che io non ero degno di ottenere di più dalla mia esistenza. Nella nostra mente, come è capitato di fare anche a me, spesso replichiamo gli eventi che ci accadono solo come cose che continuiamo a subire; in realtà, le cose accadono per noi, e non contro di noi.

Se non avessi vissuto l’esperienza degli attacchi di panico, ad esempio, non avrei riconosciuto l’importanza di ascoltare le mie paure. Se non avessi provato la fragilità e la vulnerabilità, probabilmente, non avrei sviluppato compassione ed empatia. Se non avessi sperimentato la passività, l’autocritica e la vergogna non avrei sicuramente imparato il valore dell’amor proprio.

Cambiare la nostra percezione, apprezzando le nostre differenze e le nostre debolezze, ci permette di vederci come persone forti. Dobbiamo imparare a ristrutturare le nostre esperienze passate in chiave positiva.

Ovviamente quando ero in lotta con me stesso non riuscivo ad accogliere le sfide e le difficoltà della vita come qualcosa di positivo, ora, invece, riesco a comprendere le loro lezioni e guardare i regali che queste mi hanno fatto: maggiore forza interiore e più consapevolezza emotiva in primis.

Se iniziamo ad apprezzare le differenze che ci contraddistinguono possiamo riscrivere le nostre storie e iniziare a sentirci liberi dal passato.

Autoefficacia

La sensazione che ci fa sentire sicuri di riuscire nelle varie sfide che la vita ci pone davanti si chiama autoefficacia. Secondo lo psicoterapeuta Nathaniel Branden l’autoefficacia è il secondo pilastro su cui si basa il nostro senso di autostima.

Essere autoefficaci significa, alla luce delle esperienze fatte, sapere di poter fare affidamento sulle proprie capacità per raggiungere gli scopi prefissati.

Molti di noi soffrono di stress da prestazione perché pretendono di saper fare determinate cose senza aver ancora acquisito le competenze necessarie, oppure, senza avere avuto la possibilità o il sostegno necessario per imparare a farle.

Una conseguenza di un basso senso di autoefficacia è il perfezionismo; infatti, la pretesa di essere perfetti nasconde la paura di non essere all’altezza e la convinzione che solo un comportamento impeccabile può compensare il timore di non essere abbastanza.

Non ci sono ricette particolari per aumentare la propria autoefficacia, bisogna lavorare duramente e applicarsi sul campo.

Come superare la paura di non essere all’altezza

Purtroppo, come ben sappiamo, siamo una società orientata maggiormente ai valori esterni piuttosto che a quelli interni come il coltivare la propria autostima e l’ascoltare le proprie emozioni. Se continuiamo a giudicarci senza consapevolezza, facendo paragoni con l’esterno, continueremo a creare confronti distruttivi. Sentire il nostro senso di inadeguatezza, invece, ci permette di sostituirlo con apertura e compassione.

L’ora della storia

Se vogliamo lasciar andare la nostra paura di non essere all’altezza questo esercizio di Pooja Thaleshwar, terapista e coach indiana dell’autostima, può aiutarci:

1. Prendiamo un quaderno e scriviamo un breve riassunto della nostra vita.

  • Come definiremo noi stessi?
  • La storia che stiamo scrivendo è ricca dei nostri migliori risultati e dei nostri momenti più belli?Oppure ci stiamo focalizzando su tutte le cose negative che ci sono successe e su quanto siamo tristi?

Quando scriviamo i nostri pensieri possiamo avere immediatamente informazioni su come vediamo noi stessi.

Se siamo in grado dovremmo individuare i nostri strati di protezione. Essi sono nascosti sotto arrabbiature, ideologie, abitudini sbagliate, lamentele… Lì, troveremo il nostro sentirci rifiutati, il nostro provare vergogna e risentimento: ascoltiamoli!

2. Ora rispondiamo a queste domande sul nostro quaderno.

  • Che cosa ci hanno insegnato le esperienze negative che abbiamo superato?
  • Come possiamo applicare quelle lezioni e abilità alla nostra vita attuale?
  • Se potessimo tornare indietro, che cosa cambieremmo negli eventi accaduti? O cosa faremmo diversamente?
  • Siamo pronti a lasciar andare queste esperienze? E se non lo siamo, a cosa ci serve trattenerle?

Con maggiore consapevolezza, ora, scriviamo nuovamente la nostra storia passata e vediamo se il linguaggio per descriverla è cambiato.

Quando ci permettiamo di trasferirci in uno spazio di gratitudine per tutto quello che abbiamo imparato, automaticamente smettiamo di sentirci vittime e iniziamo a sentire il nostro potere.

6 cose da tenere a mente quando non ci sentiamo all’altezza

Mentre il viaggio verso l’amor proprio e il superamento della paura è in corso ecco alcune cose da ricordare, consigliate da tinybuddha.com, quando tentiamo di essere cattivi con noi stessi:

1. Le persone con cui ti paragoni, si paragonano con altre persone. Dobbiamo imparare a guardare alle altre persone con compassione e comprensione, piuttosto che con giudizio e gelosia. In questo modo saremo in grado di vederle per quello che sono: umani. Tutti noi siamo persone imperfette che andiamo incontro alle stesse sfide universali degli altri.

2. La nostra mente può essere un bugiardo convincente. Non bisogna credere a tutto quello che pensiamo. I pensieri sono solo pensieri, ed è malsano e stancante continuare a dare potere ai pensieri negativi.

3. Ci sono più cose giuste che sbagliate in noi. Come dice Jon Kabat: “Finché non smettiamo di respirare, ci sono più cose giuste che sbagliate in noi”. Di solito tendiamo a focalizzarci sui difetti, ma questa frase sottolinea quante piccole cose, come quella di poter continuare a respirare, siano positive in noi. Ammiriamo i nostri pregi!

4. Abbiamo bisogno di amarci di più quando sentiamo di meritarcelo di meno. E’ molto più difficile accettare l’amore e la comprensione degli altri quando siamo in uno stato di rabbia, vergogna, ansia e paura. Ma adottando le verità scritte qui sopra possiamo realmente comprendere che l’amore è il più grande regalo che possiamo ricevere.

5. Dobbiamo accettare l’adesso, prima di sentirci soddisfatti per il dopo. Non ci sentiremo mai realmente soddisfatti per i cambiamenti apportati e i gradini superati finché non accettiamo e riconosciamo da dove siamo partiti. Abbracciare la persona che siamo oggi ci permetterà di proseguire sentendoci più calmi e gratificati.

6. Focalizziamoci sul progresso e non sulla perfezione. Una delle cause del disprezzo di sé è il bisogno di fare le cose sempre in modo perfetto. Lottiamo sempre per la perfezione e quando falliamo ci sentiamo incapaci e inutili. La cosa che sembriamo non comprendere è che lavorare per realizzare i propri obiettivi, ed essere disposti a metterci in gioco, è già una realizzazione indipendentemente da quante volte falliremo. Guardiamo da quanto distante arriviamo piuttosto che quanto ci manca alla meta.

Conclusioni

Dovremmo tornare bambini… Quando eravamo piccoli e dovevamo imparare a camminare nessuno ci poteva fermare: non appena trovavamo un po’ di equilibrio, nonostante l’incertezza, eravamo subito pronti per provare a muovere qualche passo. E nonostante le tante cadute continuavamo a rialzarci! Dovremo ricominciare a sentirci come i più piccoli: sempre all’altezza!

A presto!

Sebastiano

Ps. Ti è piaciuto l’articolo? Mi aiuti a diffonderlo? Puoi usare i pulsanti social qui sotto per condividerlo con i tuoi contatti. Grazie!

Post collegati Potrebbe piacerti anche