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Aprirsi alla fiducia nonostante la paura

La qualità della nostra fiducia dipende dall’amore che abbiamo per noi stessi e dalla profondità delle nostre relazioni più importanti. In questo articolo proviamo a capire come raggiungere una maggiore fiducia nonostante le nostre paure e i nostri dubbi. A volte la fiducia nasce proprio quando siamo in mezzo alle fiamme del dolore e con consapevolezza decidiamo di non fuggire.

Bene, cominciamo…

Che cos’è la fiducia?

Ci sono due tipi di fiducia:

  • fiducia fantastica
  • fiducia reale

La prima, come scrive lo psicologo americano Krishnananda nel suo libro Fiducia e sfiducia, dipende maggiormente da come veniamo trattati dagli altri e dal mondo. Quando siamo in questo stato generale abbiamo fiducia in qualcuno che ci tratta così come sentiamo che dovremmo essere trattati; quindi, ci fidiamo di chi soddisfa le nostre aspettative, ma se poi questa persona ci invade o ci ferisce iniziamo a perdere fiducia.

In realtà questo tipo di fiducia non è veramente fiducia, perché dipende dall’esterno: quando diciamo “Mi fido di te” di solito intendiamo dire che quella persona ci ha trattato in un modo che ci fa sentire fiduciosi. In realtà, con questa modalità, noi non accettiamo mai realmente quella persona, il che significa che prima o poi ci aspettiamo che succeda qualcosa che distrugga la nostra fiducia nei suoi confronti.

Il secondo tipo di  fiducia, quella reale, è basata invece sulla profonda esperienza interiore dell’esistenza, un qualcosa che ci sostiene, che si prende cura di noi. E’ costruita su una certezza interiore che le esperienze che incontriamo – siano esse positive o negative, piacevoli o dolorose – sono parte integrante della nostra crescita in quanto esseri umani. Questo tipo di fiducia non dipende da quanto bene o male il mondo e gli altri ci trattano: è una nostra intima qualità che rimane indisturbata dall’esterno.

Avere una fiducia reale dentro di noi non significa non provare mai sfiducia, ma ci permette di capire che la sfiducia che proviamo è solamente nel qui e ora, e può essere dovuta ad una determinata persona o situazione e che quindi è giusto che in quel momento ci si possa sentire vulnerabili.

Perché si perde fiducia in se stessi e negli altri?

La sfiducia globale, secondo lo psicologo americano, è uno stato emozionale contaminato dalla nostra passata storia di tradimenti e invasioni che colora fortemente il modo in cui facciamo esperienza del presente. Quando veniamo provocati si risvegliano in noi ricordi inconsci di quando in passato, specialmente da piccoli, siamo stati invasi o traditi. Per quanto le intenzioni dei nostri genitori fossero buone, magari non hanno saputo fare di meglio che passarci quella vergogna e quel senso di colpa che loro stessi hanno ricevuto dalla generazione precedente.

Quando proviamo sfiducia verso qualcuno si tratta spesso di una reazione, non di una risposta matura. Quando qualcuno dice o fa qualcosa che ci fa sentire sfiduciati sta andando a toccare lo spazio dentro di noi che è già profondamente ferito, l’azione dell’altro apre solamente il deposito della nostra sfiducia che per molto tempo ha continuato a riempiersi.

Io ad esempio ho un’alta credenza che prevede che le persone debbano trattarmi bene mettendo davanti a tutto il loro bene per me. La mia convinzione è che le altre persone non dovrebbero farmi del male.

5 step per costruire la fiducia

Ecco i cinque passi della psicologa Judith Glaser per trovare la fiducia:

  1. Trasparenza. Dobbiamo essere aperti e trasparenti su ciò che abbiamo in mente così da favorire la fiducia delle persone. In questo modo anche gli altri iniziano a parlare apertamente delle loro minacce e delle loro paure. Ricominciamo a connetterci con gli altri con trasparenza in modo che le persone non debbano leggere dentro di loro.
  2. Relazione. Cerchiamo di impegnarci e costruire relazioni anche con le persone che potremmo inizialmente vedere come distanti da noi. Estendere la fiducia manda messaggi di amicizia al cervello. Spostare la nostra attenzione sul cercare di creare connettività, inoltre, riduce la paura e quando ci concentriamo sull’apprezzamento creiamo maggiore coerenza nel cuore. Questo sentimento poi viene trasferito o raccolto dalle persone con cui ci siamo impegnati.
  3. Comprensione. Impariamo cosa c’è veramente nella vita delle persone cercando di capire i loro bisogni, le loro emozioni e provando a vedere attraverso i loro occhi. Quando ci mettiamo nei loro panni e capiamo la loro prospettiva noi siamo in una posizione migliore per onorarli. Cercare di capire il contesto delle altre persone ascoltando senza giudizio la loro realtà è il modo migliore per far capire che abbiamo a cuore il loro interesse; questo crea fiducia in noi e negli altri.
  4. Condividere il successo. E’ importante creare una visione condivisa del successo con gli altri. Quando abbiamo una visione comune iniziamo a fidarci delle altre persone e delle loro decisioni simili alle nostre. Se rimaniamo bloccati sulla nostra posizione e sosteniamo solo il nostro punto di vista diamo l’impressione di trincerarci dietro le nostre idee e questo porta alla sfiducia.
  5. Testare le ipotesi e dire la verità. Vivere le percezioni e le supposizioni sulla realtà ci permette di accorciare il divario tra quello che ci aspettiamo dagli altri e quello che in realtà possiamo ottenere dagli altri. Quando la verità viene scoperta insieme emerge una visione del mondo comune. L’empatia è il più alto livello di fiducia che possiamo sperimentare con chi è intorno a noi. Il dire la verità inizia con l’essere in grado di vedere la verità dentro i nostri comportamenti.

Recuperare la propria integrità

Spesso siamo lacerati tra il dubbio di aprirci con fiducia e il desiderio di sentirci forti e padroni di noi stessi, tra il bisogno di essere amati e il desiderio di essere veri.

Passi verso l’acquisizione di potere

Proviamo a chiederci quali potrebbero essere o quali sono già state le situazioni in cui abbiamo provato fiducia e potere dentro di noi.  Quelle di seguito, nonostante all’inizio abbia provato paura, sono alcune dinamiche in qui mi sono sentito fiducioso:

  • “Sento di acquisire potere quando mi sento centrato” .
  • “Sento di acquisire potere quando posso porre dei limiti”.
  • “Sento di acquisire potere quando sono connesso al mio corpo”.
  • “Sento di acquisire potere quando mi rendo conto che mi sono impegnato nella mia crescita spirituale e personale”.
  • “Sento di acquisire potere quando mi assumo la responsabilità di me stesso”.

Passi di bambino

Il processo di acquisizione del nostro potere cercando di essere compassionevoli verso noi stessi include, come dicevamo sopra, il rischio di guardare in faccia le paure. Questo percorso può essere terrificante e quando cominciamo a cambiare il nostro modello vecchio e radicato possono emergere anche paure che non sapevamo di avere. Per questo motivo parliamo di passi di bambino: assumiamoci dei rischi, ma facciamo in modo che siano piccoli e diamo spazio alla possibilità di fallire. La vita continuerà a fornire opportunità per riprenderci quell’integrità che abbiamo perduto.

Il passo più importante da fare in questo processo è il semplice essere determinati a osservare e sentire continuamente quando non ci rispettiamo. Una volta che ci siamo presi questo impegno dobbiamo continuare su questa strada diventando consapevoli dei modi in cui compromettiamo la nostra integrità. Impariamo a sviluppare comprensione e compassione per quei momenti in cui non avremo altra scelta se non perderci.

Diventiamo più sensibili a come si sente il nostro corpo quando veniamo invasi o tradiamo noi stessi. Quanto più sentiamo com’è doloroso fare compromessi e mettere da parte il nostro essere, tanto più troviamo dentro di noi la forza per fare nuovi passi verso affermazione di noi stessi.

Le domande di Krishnananda

Lo psicologo Krishnananda nel suo libro elenca queste semplici domande di consapevolezza che possono aiutare nel processo di recupero dell’integrità e del rispetto di sé.

  • Quali particolari persone nella mia vita attuale mi spingono ad agire in un modo che diminuisce la mia integrità e rispetto di me stesso?
  • Come mi sento quando sono con qualcuno che mi fa sentire non al sicuro?
  • Come mi sento quando tradisco me stesso o sento che qualcuno mi ha mancato di rispetto?
  • Come mi comporto quando sono in una situazione in cui mi sento insicuro e non protetto?
  • Perché con queste persone mi è così difficile porre dei confini? Di che cosa ho paura?
  • Che cosa potrei immaginare di dire a queste persone che mi faccia sentire di acquisire potere?
  • Quali situazioni della mia vita attuale non sono nutrienti per me?
  • Perché continuo ad andare verso queste persone queste situazioni?

Questo processo richiede tempo e non c’è il modo giusto di attraversarlo. L’idea che ci sia un modo giusto per giungere al recupero della nostra integrità crea solo pressione e rinforza la vergogna del fallimento. Se ci permettiamo di ascoltare il nostro corpo scopriamo che ci manda segnali diversi a seconda che ci sentiamo al sicuro o minacciati o che una persona vada bene o meno.

Se la nostra priorità e la nostra attenzione sono focalizzate sul semplice ascoltare il corpo e non è così preoccupata dal fare la cosa giusta, dal porre confini e dall’affermare se stessi, allora c’è molta meno pressione. Ogni esperienza è un’opportunità per imparare ad ascoltare noi stessi. Quando cominciamo a sintonizzarci con questi sottili segnali interiori, smettendo di rivolgerci agli altri per farci dire cosa sentiamo, impariamo anche ad avere fiducia in ciò che pensiamo e percepiamo del mondo esterno.

Osservare e accettare le emozioni porta a una trasformazione che fa crescere la consapevolezza e la spinta emozionale a reagire viene meno compulsiva e quindi usciamo gradualmente dal nostro comportamento automatico o dal bambino reattivo inconsapevole e fuori controllo. In questo modo è come se avessimo una possibilità di scelta ulteriore: portare attenzione momento per momento alle nostre reazioni emotive ci permette di abbandonare il risentimento e iniziare ad apprezzare quello che c’è.

Conclusioni

Mi sono chiesto, scrivendo questo articolo: “Ma io ho fiducia?”. Vivere in fiducia significherebbe non avere nessun dubbio, nessun giudizio su di sé, nessun paura… Io in realtà sono pieno di queste cose da tanto tempo. La risposta che mi sono dato è che imparare ad avere fiducia è il compito di un’intera vita. Diamoci la possibilità di continuare a imparare.

A presto!

Sebastiano

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