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Cambia le lenti della paura con quelle dell’amore

In questo articolo parliamo di quanto sia importante avere la giusta percezione per poter vedere la realtà attraverso i nostri occhi e non quelli dei pensieri negativi. Spesso coloriamo di negatività il film interiore che proiettiamo sul mondo.

Ci attacchiamo così tanto alle costruzioni mentali che finiamo per accumularle, solidificarle e darci l’illusione che siano esterne. Trasformiamo le nostre paure, insicurezze e dubbi in certezze limitanti che ci feriscono, ma che ci mantengono al sicuro. Grazie ai consigli di Martin Seligman, psicologo americano, proviamo a indossare le lenti dell’amore.

Responsabili di come percepiamo la vita

Una delle cose che mi piace più di questo viaggio di riscoperta, crescita e cambiamento è che la vita continua a riproporci le stesse lezioni finché non riesce a farcele comprendere fino in fondo. Mi piace quando sento o leggo gli stessi approfondimenti, da diverse fonti e in diverse fasi del mio percorso.

Recentemente ho vissuto un punto molto basso è triste della mia vita e ho capito che ogni situazione, cosa e persona nella nostra vita può essere vista attraverso due tipi di lenti diverse: quella della paura e quella dell’amore.

Questi due sono due modi completamente diversi di vedere le stesse circostanze. Nulla a livello esterno è cambiato per farci sperimentare un cambiamento radicale della percezione: semplicemente dobbiamo cambiare lenti con cui stiamo guardando.

Spesso incontriamo delle realtà, dei castelli di pensieri che nascono semplicemente dalle nostre paure, dai nostri giudizi negativi su di noi e dal fatto che non lì abbiamo mai confutati. Ci abituiamo a vivere nelle nostre illusioni, i nostri pensieri diventano il nostro unico mondo e lo mantengono intatto facendoci rimanere poco nobili e poco coraggiosi.

Pochi mesi fa un evento impattante della mia vita mi ha portato a vivere una spirale di pensiero negativa. È vero che mi stavano succedendo cose apparentemente negative, ma è altrettanto vero che non avevo altra possibilità che sentirmi male per loro?

Sono uscito da una relazione di 7 anni da un giorno all’altro e senza spiegazioni. In quel periodo avevo lasciato un lavoro sicuro per iniziare un’attività on line che non sapevo dove mi avrebbe portato. Era un momento in cui la persona più importante della mia vita avrebbe dovuto darmi una mano e sostenermi e, invece, una sera mi dice: “Non sono più attratta da te, non ti amo più”.

Le due percezioni: la lente della paura, la lente dell’amore

Invece di nascondere il mio dolore, come ho fatto per diversi mesi, ho cominciato a fare un esperimento di questo tipo. Ho deciso di provare a descrivere la mia vita attuale da entrambe le prospettive.

Dalle lenti della paura:

“Sono un ragazzo di 29 anni uscito da una relazione che mi ha permesso di riempire le mie mancanze, di coprire le mie insicurezze. Una storia che mi ha lasciato nella mia zona di comfort e non mi ha permesso di crescere. Tutto questo ha influito negativamente sulla mia forza e sul mio coraggio. Usato dall’altra persona e gettato via come se avessi una data di scadenza; inoltre, la mia situazione finanziaria è difficile, il nuovo lavoro da libero professionista è duro e i risultati economici tardano ad arrivare. Non so se riuscirò a uscire da questa situazione negativa”.

Dalle lenti dell’amore:

“Sto imparando cose nuove di me stesso. Sto avendo la possibilità di ricominciare a fare le cose che mi piacciono e, pian piano, a darmi la possibilità di affrontare le paure e i blocchi che avevo evitato di superare. Mi sento in cammino, alla scoperta e, nonostante il dolore, riconosco di poter arrivare lontano. Le persone mi vogliono bene, mi reputano una persona importante nella loro vita. La sofferenza e la rabbia si stanno trasformando in energia positiva utile al cambiamento. Il mio lavoro, nonostante l’insicurezza, mi sta dando l’opportunità di partire per un’esperienza all’estero”.

Stessa vita, differenti lenti. Nulla è cambiato all’esterno, ma tutto può cambiare dentro. Questo esercizio può essere fatto analizzando ogni situazione e persona.

Proviamo con la mia ex. Dalle lenti della paura:

“E’ una persona egoista che ha cambiato il mio modo di essere e il mio modo di vivere. Non ha avuto la forza di superare i problemi e nemmeno la responsabilità di rimediare agli errori fatti. Mi ha ferito e ho paura di non uscire dal dolore”.

Dalle lenti dell’amore:

“E’  una persona insicura e ha vissuto per anni cercando l’appoggio di qualcuno che le desse sicurezza come a tutti noi capita di fare. Non è mai riuscita a validare la sua forza e la sua tenacia. Oggi, però, sta provando a camminare da sola e, nonostante tutto, capisco che sta provando a migliorarsi. Il suo cambiamento, di riflesso, mi sta spingendo a riconnettermi con me stesso e a lavorare sulle mie insicurezze”.

Questo esercizio non cambia magicamente le altre persone, non mi fa sentire più affettuoso verso la mia ex, ma mi fa sentire meno innescato e trasportato dai suoi comportamenti e, quindi, è più probabile che contribuisca a un risultato positivo per il mio benessere. Alla fine ci si sente semplicemente meglio pensandola in questo modo.

C’è qualcosa di negativo nella vostra vita che potreste vedere attraverso la lente della paura?

Provate a descriverlo in tutta la sua negatività senza trattenervi. Non è il momento di essere illuminati, volete veramente sapere quale storia sta conducendo lo spettacolo della vostra vita.

E adesso fate il contrario. Come potete vedere la situazione, il periodo o l’altra persona attraverso gli occhi dell’amore?

E ancora: qual è l’interpretazione più positivo che puoi dare alla situazione? Non dobbiamo inventare nulla. Non è un esercizio per la fantasia. Non si tratta di parlare da soli per credere che qualcosa o qualcuno che adesso per noi è tossico diventi dolce e arricchente.

È più un modo per imparare a comprendere che anche le situazioni peggiori contengono i semi del bene, anche solo per l’apprendimento che producono. Cerchiamo di vederci come degli eroi piuttosto che come delle vittime.

Dobbiamo ascoltarci quando rileggiamo le nostre storie: come ci sentiamo dopo aver scritto l’una o l’altra? Abbiamo sempre la possibilità di scegliere tra questi due sentimenti. E’ una scelta che va fatta più volte al giorno, ed è questo l’aspetto più difficile.

La paura è un’abitudine che richiede uno sforzo costante per essere superata. Non è importante quante volte guardiamo con la lente della paura, l’aspetto fondamentale è tornare ogni volta a osservare con la lente dell’amore.

Imparare a discutere con se stessi

Siamo molto abituati a discutere con gli altri, usiamo questa abilità per confrontarci sempre con chi sta all’esterno. Dobbiamo cominciare a discutere le nostre “lenti negative” che volgiamo verso noi stessi, in questo modo possiamo applicare l’abilità che padroneggiamo per perseguire nuovi obiettivi. Ecco le 4 modalità di Martin Seligman, psicologo e autore di Imparare l’ottimismo:

  • Prove
  • Alternative
  • Implicazioni
  • Utilità

Prove

Il modo più convincente per discutere la nostra credenza negativa è dimostrare che è scorretta. La maggior parte delle volte individueremo prove che confuteranno la credenza negativa, dato che le reazioni pessimistiche alle avversità sono spesso reazioni esagerate. Dobbiamo chiederci: “Qual è la prova a favore di questa credenza?”

Io ho fatto così: “Pensavo di non essere in grado di imparare l’inglese e che tutti lo sapessero meglio di me; ho iniziato un corso di improvvisazione teatrale perché pensavo di essere in grado solamente di giocare a calcio; ho iniziato un percorso da libero professionista perché credevo di non esserne capace”.

Ho cercato le prove e ho confutato i miei pensieri negativi. Non dico di credere sempre in modo ottimistico iniettandosi affermazioni positive a ripetizione, che in realtà non aumentano né il rendimento né l’umore.

Dico che siamo portati a catastrofizzare le avversità e che, tra tutte le spiegazioni, selezioniamo sempre quella più disastrosa. Durante la nostra discussione interna una delle tecniche più efficaci da utilizzare è ricercare prove che mettano in evidenza le distorsioni delle spiegazioni catastrofiche. In questo modo la maggior parte delle volte avremo la realtà dei fatti da parte nostra.

 

L’ottimismo appreso non funziona attraverso una “positività” ingiustificata verso il mondo, ma attraverso il potere del pensiero “non negativo” – Martin Seligman

 

Alternative

Quasi nulla di ciò che ci accade è dovuto a una sola causa; la maggior parte degli eventi ha molte cause. Se otteniamo scarsi risultati, risposte negative in certe situazioni o in certi eventi possono essere dovuti a: alla difficoltà della cosa, al poco tempo che abbiamo dedicato a quella cosa, a decisioni di altri che non possiamo controllare, etc. Quindi se le cause possono essere molteplici perché ancorarsi a quella più insidiosa?

Chiediamoci: “C’è un modo meno distruttivo di esaminare il problema?” Discutiamo le nostre credenze, analizziamo tutte le possibili cause e concentriamoci solamente su quelle che si possono cambiare.

Molta parte del pensiero pessimistico consiste nell’ancorarsi alla credenza più distruttiva non perché ci sono prove che la sostengono, ma perché essa è disastrosa e ci permette di avere una scusa per mollare e non evolvere. Il nostro compito consiste nel combattere questi abitudine distruttiva acquisendo l’abilità di individuare spiegazioni alternative.

Implicazioni

I fatti ovviamente non saranno sempre dalla nostra parte. Ma dobbiamo evitare di “catastrofizzare” tutto. Anche se la credenza negativa può essere veritiera dobbiamo dire a noi stessi: “Quali implicazioni comporta?” Esempio: una signora, che ha deciso di iscriversi all’università, è più anziana rispetto agli altri studenti. Ma questo cosa significa? Non significa che è meno intelligente o che non verrà assunta finiti gli studi. Che probabilità hanno le implicazioni negative di verificarsi? Se le implicazioni sono davvero negative ricerca nuove prove che le smentiscano.

Utilità

A volte le conseguenze di una credenza sono più importanti della correttezza della credenza stessa. La credenza è distruttiva? Se pensate di non essere portati per le lingue, per uno sport, se pensate di non essere in grado di rispettare una dieta essa può rovinare completamente il vostro percorso.

Alcune persone rimangono molto turbate di fronte all’ingiustizia: la credenza che il mondo dovrebbe essere migliore può causare molta sofferenza. A volte è più utile vivere il proprio tempo senza porsi il problema di esaminare e discutere la correttezza della credenza.

Ogni volta che si deve fare qualcosa subito la distrazione è la tecnica più opportuna. Riserviamoci il tempo di pensare alla correttezza o meno della credenza in un momento successivo.

Conclusioni

La verità è che ci occupiamo poco della nostra condizione interiore, no? Io non mi sono ascoltato per tanto tempo e ho finito per vedere la realtà attraverso una percezione negativa. Le lenti con cui guardiamo la nostra vita finiscono per determinare la sua qualità.

Guardare dentro se stessi è fonte inesauribile di bene. La cosa che ci ferma è la paura di ciò che non conosciamo. In questo modo però finiamo per vivere un’esistenza sempre con le stesse lenti  ripetendoci “sono fatto così e non ci posso fare niente”. Se impariamo a discutere positivamente con noi stessi e a dissolvere le nostre illusioni inizieremo a guardare la realtà con le lenti dell’amore.

A presto!

Sebastiano

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