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Come considerare le paure positivamente

Nascondere la paura non serve

La paura può essere rifiutata in tanti modi, io l’ho fatto per molto tempo, facendo così però si finisce per reprimerla e creare nel nostro essere una ferita e finiremo per non essere più noi stessi.

Ignorare questa emozione non porta alla sua scomparsa. E’ un po’ come lo struzzo che davanti al pericolo nasconde la testa nella sabbia. Chiudere gli occhi, però, non fa scomparire il pericolo, anzi, ci rende più deboli. Facendo finta di non avere paura ho generato in me una parte oscura che non riuscivo più a percepire, mi ero dissociato e pensavo di averla superata.

Ho praticato kundalini yoga, ho fatto meditazione, ho provato yoga della risata, ho letto libri su libri, ho partecipato a gruppi di condivisione, mi sono avvicinato a maestri spirituali, confrontato con psicologi, ho creato relazioni amorose alla ricerca di un apparente benessere. Spostando all’esterno l’attenzione la paura non si supera e non la si comprende, magari la si riesce ad anestetizzare, quello sì.

 

Sono me stesso o mi sto comportando secondo le mie paure?

 

Io ho compensato le mie paure cercando di avere il controllo sulle mie emozioni, mi sono assuefatto strutturando le mie giornate minuziosamente e vivendole a grande velocità e ho proiettato i miei bisogni sugli altri.

La paura guardata in faccia diventa coraggio

Quello che ho capito in questi anni, ma soprattutto in questi ultimi mesi, non è come risolverla, ma imparare a conoscerla, guardarla, familiarizzare con essa senza volerla allontanare. La paura da un certo punto di vista dà la spinta per ribaltare completamente il vecchio modo di ascoltare, agire, assaggiare e pensare.

Accettarla vuol dire anche cercare di comprenderla che è diverso dal cercare di capirla razionalmente. Com-prenderla vuol dire prenderla dentro di noi, dare a lei la possibilità di esserci. Perché so che se mi apro e la ascolto, le consento di svolgere la sua funzione e di abbandonarla quando non servirà più.

La vita ci porrà sempre davanti alle nostre paure per darci la possibilità di trovare la verità. Dobbiamo essere noi in grado di rimanere lì e ascoltare cosa vuole dirci.

La paura mette in discussione le credenze che abbiamo su di noi, ci mette in crisi, ci mette davanti alle nostre imperfezioni spingendoci a cambiare e questo ci permette, dopo un lungo percorso, di arrivare a fare amicizia con noi stessi e migliorare la nostra vita: sì, bisogna soffrire per arrivare ad accettare la paura.

 

La paura è una reazione naturale quando ti avvicini alla verità – Pema Chödrön

 

E nel momento in cui viviamo profondamente le nostre paure iniziamo a sentirci umiliati, non ci sarà più spazio per l’arroganza e la possibilità di restare aggrappati ai nostri ideali. Le sicurezze che avevamo prima verranno di meno, grazie al coraggio di fare un passettino in avanti.

Quando si incontra la paura dobbiamo considerarci fortunati perché in quel momento che entra in gioco il coraggio. Si pensa che i coraggiosi non abbiano paura. La verità è che conoscono molto bene la paura. Il trucco sta nel continuare a esplorare anche se scopriamo che nulla è quello che pensavamo.

Le cose non vanno sempre come vogliamo

Dobbiamo toglierci dalla testa di pensare che le cose andranno sempre come vorremmo perché questo fa aumentare la nostra paura. Quando ci accorgiamo che le difficoltà e le situazioni difficili non possono essere controllate finiamo per rimanere infelici. Soffrire è inevitabile!

La paura può essere usata per risvegliarci o per metterci a dormire, dipende dalla nostra reazione. A volte l’unico modo di procedere è l’annullamento del nostro vecchio essere. L’opportunità più preziosa, qualsiasi cosa stia succedendo, si presenta proprio quando raggiungiamo il punto in cui pensiamo di non farcela.

Spesso mi sono sentito in imbarazzo, deluso, impaurito pensando di non essere all’altezza o giudicato negativamente dagli altri. Ho sempre visto queste situazioni come delle dinamiche da cui dover scappare, da cui nascondermi. Oggi ho capito che per vivere bene serve morire per poter rinascere. Raggiungere il nostro limite non è una forma di punizione: provare paura paradossalmente è un segno di salute. Sapere di andare incontro a qualcosa che temiamo provando paura va bene.

Il messaggio della paura

La paura ci manda un messaggio di questo tipo: è giunto il momento di smettere di lottare e di guardare in faccia quello che ci sta minacciando. Possiamo avere paura di un barboncino o di un cane da guardia infuriato, non dobbiamo giudicarci per la nostra paura.

Dobbiamo chiederci cosa succederà dopo? Solitamente quando raggiungiamo il nostro limite ci sentiamo bloccati invece è lì che dobbiamo andare avanti, entrare in un territorio inesplorato spingendoci continuamente in avanti. Dobbiamo partire da una certezza: ogni paura ha un proprio senso, una ragion d’essere e svolge una precisa funzione. La paura paradossalmente è una nostra alleata perché ci segnala i rischi e ci protegge da situazioni peggiori.

La paura è un campanello d’allarme che può aiutare a ritrovarci se la ascoltiamo. Ci può far capire anche le cose che non ci piacciono. La nostra paura puoi aiutarci a ritrovare la nostra natura.

Le paure vanno pensate come un dispositivo di sicurezza che serve a proteggerci da esperienze che, anche se piacevoli, minacciano l’equilibrio che noi non siamo pronti ad abbandonare. Spesso i limiti che le nostre paure ci impongono servono a proteggere una parte di noi rimasta fragile.

Il recinto che la paura ci costruisce intorno può diventare una prigione, oppure, se lo vogliamo possiamo trasformarlo in un cantiere di lavoro, uno spazio protetto nel quale piano piano attraverso piccoli esperimenti possiamo costruire e rinforzare gli aspetti di noi che non sono pronti a confrontarsi con gli altri.

Per accettare le proprie paure e superarle ci vuole tempo

Per superare una paura ci vuole tempo e quindi non dobbiamo scoraggiarci. Le paure sono un potenziale strumento di evoluzione. Per poter crescere, come sappiamo, bisogna saper aspettare. I tempi dell’anima come quelli del corpo possono sembrarci lenti a noi che siamo abituati a volere tutto e subito ma non sono mai superflui.

Lentamente dentro di noi vengono delle trasformazioni impercettibili, dobbiamo fidarci e saper attendere. Superare una paura vuol dire accedere a nuova consapevolezza, riuscire a fare nostri aspetti della vita che rifiutiamo, accettare ciò che ci sembra inaccettabile.

Sarebbe un errore voler liquidare le paure cercare di sopprimerle a tutti i costi. Quando una paura scompare vuol dire che dentro di noi qualcosa è avvenuto: ogni paura superata diventa una nuova sicurezza acquisita, una tappa di crescita guadagnata.

Conclusioni

Concedersi di avere paura è naturale, anche se si tratta del più grande atto di coraggio. Solo in questo modo si smette di pretendere che il mondo debba essere un luogo sicuro dove ogni cosa deve andare esattamente come si vuole. Se abbiamo paura è un nostro limite, non del mondo.

La paura psicologica è naturale se rappresenta la possibilità di conoscere meglio noi stessi, ma se giustificata porta a comportamenti distruttivi per noi e per gli altri.

A presto!

Sebastiano

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