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Gelosia: tra paura di perdere l’altro e insicurezza personale

Non ditemi che non siete mai stati gelosi almeno una volta nella vita? Gelosi del comportamento gentile della nostra ragazza nei confronti di un amico; gelose di una collega che sembra essere sempre più preparata e capace di noi; gelosi di quell’amico, a cui dobbiamo ancora dichiararci, per le sue attenzioni nei confronti di persone che, secondo noi, lui preferisce…

In questo articolo, grazie agli studi fatti da diversi ricercatori, cerchiamo di capire perché siamo gelosi, che relazione c’è tra paura e gelosia, quali possono essere le funzioni positive di questo sentimento, e come fare per superarla quando diventa troppo “pallosa”

Bene, cominciamo…

Che cos’è la gelosia e da dove nasce?

Innanzitutto la gelosia nasce dalla paura. Al centro di ogni gelosia, infatti, c’è il timore di perdere l’oggetto amato. Questo tipo di paura si manifesta molto presto nella vita e prende forma durante la crescita. Lo so, starete pensando: “Ma sta paura è sempre in mezzo alla scatole?” Si, ragazzi e ragazze, se seguite il progetto Pazzi di Vita avrete capito ormai che la nostra amica paura è presente in misura variabile in vari aspetti della vita.

Pensate che all’età di cinque mesi un neonato può già mostrare segni di gelosia, come spiega Anna Oliviero Ferraris, mettendosi a piangere quando la mamma entra nella stanza senza badargli. All’età di 9 anni, allo stesso modo, un primogenito può mettersi a piangere perché la mamma presta attenzione al fratello minore; inoltre, un bambino può essere anche geloso del rapporto che padre e madre hanno tra di loro.

Crescendo e diventando adulti, nelle relazioni affettive successive, è del tutto normale provare gelosia quando la coppia è in pericolo e si rischia realmente di perdere la persona a cui si tiene. Non lo è, invece, se la situazione reale non giustifica l’intensità dell’emozione.

La discrepanza tra il fatto accaduto e l’intensità del sentimento rivela nella persona una mancanza di fiducia in se stessa. Chi è preda di questo sentimento pensa che gli altri valgano di più.

Chiediamoci: la gelosia che proviamo è fondata su cause reali o si basa su una nostra insicurezza?

In sostanza la gelosia è il timore di perdere l’altro e nasce dalla frustrazione di non sentirci, per l’altro, speciali, unici e insostituibili; e questo lo si nota già nelle relazioni primarie affettive quando scopriamo che la mamma non è solo nostra, ma anche nostra.

Come sconfiggere la gelosia?

Siete stufi di avere preoccupazioni amorose e avete capito di essere voi il problema? Per fortuna ci sono diverse tecniche per iniziare a diminuire questa “rompiballe” di gelosia! Vediamo se i consigli del prof.re Robert L. Leahy dell’Università di Yale possono aiutarci:

1. Accettiamo e osserviamo i pensieri e i sentimenti gelosi 

Quando notiamo che ci sentiamo gelosi, prendiamo un momento, respiriamo lentamente e osserviamo i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Riconosciamo che i pensieri gelosi non sono la stessa cosa della realtà. Potremmo pensare che il nostro partner è interessato a qualcun altro, ma non significa che lo è veramente: il pensiero e la realtà sono due cose differenti.

2. Non obbediamo a nostri pensieri

Notiamo che i nostri sentimenti di rabbia e ansia possono aumentare mentre viviamo queste esperienze. Accettiamo di poter avere delle emozioni e permettiamogli di esserci senza dare per scontato che dicano la verità. Possiamo discostarci da esse e osservare che se vissute inconsapevolmente possono condurci a una sensazione di indebolimento.

3. Riconosciamo che l’incertezza fa parte di ogni relazione

Come molte preoccupazioni la gelosia cerca certezza. “Voglio sapere con certezza che non sei interessato a quella ragazza”, o “Voglio sapere se stai pensando di lasciarmi per metterti con il mio migliore amico”. Dobbiamo capire che l’incertezza fa parte della vita e dobbiamo imparare ad accettarla. L’incertezza è una di quelle limitazioni che non possiamo cambiare, ma con cui dobbiamo imparare a convivere. Non potremo mai sapere se il nostro partner un giorno ci lascerà, ma se accusiamo, puniamo e controlliamo creeremo una profezia che si autoavvera.

4. Esaminiamo le nostre ipotesi sulle relazioni

La nostra gelosia può essere alimentata da idee irrealistiche sul fatto che le relazioni precedenti del nostro partner siano una minaccia, o dal pensiero che lui o lei possano essere attratti da qualcun altro. Per non farci mancare nulla potremmo anche credere che il modo migliore per far riavvicinare il nostro amato sia allontanarsi da lui o arrabbiarsi con lui, niente di più sbagliato!

Sappiate che le nostre idee irrealistiche sulle relazioni amorose, inoltre, sono spesso influenzate dalla nostra infanzia o dalle nostre relazioni passate. Se i nostri genitori hanno avuto un divorzio difficile, ad esempio, potremmo pensare che la cosa succederà anche a noi; quindi, è fondamentale non raffigurarsi con il passato.

5. Utilizziamo le abilità delle relazioni efficaci

Non dobbiamo fare affidamento sulla gelosia e sul comportamento geloso per essere più sicuri. Possiamo usare un comportamento più efficace, come ad esempio diventare più gratificanti l’uno con l’altro. Prendiamo i nostri partner e facciamo qualcosa di positivo con loro, pianifichiamo esperienze positive per entrambi e proviamo ad astenerci da critiche, sarcasmo e disprezzo. Impariamo a condividere la responsabilità nella risoluzione dei problemi. La gelosia raramente rende le relazioni più sicure. Praticare comportamenti relazionali efficaci è spesso la migliore alternativa.

Effetti della gelosia sul corpo

Qualunque sia la nostra fonte di gelosia essa non è una compagna divertente. La gelosia non solo può debilitare le relazioni, ma può anche rovinare seriamente la salute. Secondo Donna Fremon-Powell, terapista e counselor americana, la gelosia è come una sostanza velenosa. Di seguito alcuni effetti che questa bast**da può creare nelle differenti parti del corpo:

Cervello. Immaginiamo il nostro partner a letto con il suo amante oppure confrontiamo il nostro curriculum con quello di un rivale di lunga data. Ecco in questo momento la nostra amigdala, la nostra corteccia cerebrale e i nodi neurali si attivano e il dolore sociale della gelosia viene sentito allo stesso modo del dolore fisico.

Stomaco. Ascoltare il nostro capo elogiare una nuova prodezza di un nostro concorrente ci farà vedere il nostro pranzo come meno appetitoso. La minaccia di uno sfidante, infatti, che potrebbe lasciarci senza lavoro porta a una reazione di paura nella nostra amigdala (reazione di attacco o fuga) che fa aumentare la produzione di adrenalina e noradrenalina. Il risultato è una perdita di appetito e nausea.

Occhi. Chi è preoccupato che il proprio partner lo tradisca probabilmente si troverà a fissare potenziali rivali, specialmente quelli attraenti. Secondo una recente ricerca le persone che sono spesso gelose e preoccupate dai possibili tradimenti del rispettivo compagno prestano più attenzione alle altre persone di bell’aspetto – invece di guardare il loro partner.

Cuore. Le fibre del sistema nervoso simpatico sotto lo stress della gelosia accelerano il battito del cuore e aumentano la pressione sanguigna. Se questo stato si protrae nel tempo può portare ipertensione e malattie al cuore.

Direi che è meglio che iniziamo a darci una calmata con tutta sta gelosia, no? Non vorrete mica soffrire di tutti sti problemi spero. 

Superiamo la gelosia cambiando noi stessi

Gestendo le nostre emozioni più consciamente possiamo lavorare al superamento di questo stato di gelosia. Ecco qualche spunto:

Iniziamo a vivere i nostri sogni. Tutti siamo su questa terra per perseguire uno scopo, grande o piccolo che sia. Se tu non conosci il tuo scopo, o non sei disposto a rischiare di intraprendere un lungo viaggio per scoprirlo, può essere emozionalmente debilitante essere solo spettatori del compimento dei sogni altrui. Iniziamo a seguire, da oggi, il nostro personale sogno. Basta un piccolo passo nella direzione giusta e ci troveremo presto troppo impegnati a perseguire i nostri talenti e le nostre passioni, da non avere il tempo per essere gelosi e invidiosi degli altri.

Essere autentici. Essere falsi è un segnale che stiamo sopprimendo il nostro migliore sé, il quale può avere il desiderio di distruggere il successo, la sicurezza e la fortuna costruita dagli altri. Diventando più consapevoli dei nostri pensieri, sentimenti e atteggiamenti e dandoci il permesso di esprimerli in modo onesto – anche impopolare – ci sentiremo più liberi di far brillare la nostra luce.

Praticare la cura di sé. “Se non amiamo noi stessi, è impossibile amare gli altri”. Praticare la cura di sé significa anche nutrire la nostra mente, il nostro corpo e il nostro spirito. Per me lo yoga, la meditazione e la corsa sono discipline che mi fanno sentire grato, più sicuro e più consapevole. Per voi le attività potrebbero essere diverse: cucinare, fare nuoto, dipingere o ballare. L’importante è trovare le nostre personali pratiche che ci aiutino a prenderci cura di noi stessi. Seguire comportamenti distruttivi, lasciarsi andare al lamento e alla rabbia o spendere tempo com persone per noi negative non ci fare stare bene.

Circondarsi di persone positive. Gli esperti dicono che si diventa una media delle cinque persone con cui si spende più tempo; quindi, se non siamo felice di qualche relazione presente nella nostra vita è arrivato il momento di tagliare qualche ramo secco. Abbiamo amicizie cronicamente infelici, esperte solamente di gossip e invidiose degli altri? Se continueremo a circondarci di persone di questo tipo non riusciremo a cambiare.

Tenere un diario della gratitudine. Scrivere ogni giorno le cose che ci hanno reso grati è un’attività molto importante perché ci permette di focalizzarci sugli aspetti positivi della giornata e non sulle emozioni negative come possono essere gelosia, invidia e rabbia. Domandarsi appena alzati: “Quali sono le tre cose per cui sono grato questa mattina?”, ci permette di focalizzarci su quello che abbiamo invece che su quello che non abbiamo.

Basta compararsi con gli altri. Dato che sulla terra ci sono 7 miliardi di persone, forse, è probabile che qualcuno sia più intelligente, bello, simpatico e attraente di noi. Non incazziamoci, è la selezione naturale! Purtroppo siamo abituati a paragonarci con la vita esterna apparentemente magnifica delle altre persone. La verità è che nessuno vive una vita magnifica come fa credere. Perché, quindi, comparare il nostro sentire interno con la vita esterna degli altri?

Non gira tutto intorno a noi. Senza sacrificio non otterremo niente. Bisogni e desideri non sono ottenibili, come ci hanno fatto credere da piccoli, piangendo o tenendo il broncio. Questa visione prima che ci distrugga la vita da adulti va cambiata. Se vogliamo qualcosa dobbiamo essere disposti a sacrificarci, a essere disciplinati, a prendere rischi e lavorare duramente; altrimenti, inevitabilmente saremo gelosi e invidiosi dei risultati degli altri.

Praticare il distacco. L’attaccamento alle cose e alle persone ci fa vivere in uno stato di falso controllo e paura di perderle. In questo modo creiamo il terreno perfetto per pensieri invidiosi e comportamenti gelosi. Vivendo in modo distaccato dai risultati delle nostre azioni rimaniamo liberi e in pace.

Funzioni della gelosia

Gli studi del padre delle neuroscienze affettive, Jaan Panksepp, hanno indagato la connessione tra le strutture neurali del cervello e le esperienze emozionali trovando che il dolore fisico e le emozioni negative derivanti dall’esclusione sociale sorgono nelle stesse regioni cerebrali. Perciò gli eventi sociali come un’esclusione, che può essere alla base di un’esperienza di gelosia, sono sentiti come dolorosi.

Vuoi vedere che noi usiamo la gelosia per proteggerci dal possibile dolore futuro?! Anche se a volte facciamo più danni che altro…

Comunque si può dire, come spiega Katrina Poetzl Blomquist del Dipartimento di Psicologia della Duke University, che la gelosia serve a innescare una serie di comportamenti adattivi che noi umani non potremmo altrimenti mostrare. In poche parole, dopo aver provato un’esperienza di gelosia, tutti noi veniamo motivati ad agire per impedire a una terza parte di distruggere il legame creato con il nostro partner ad esempio.

Vi vedo già scattare dalla sedia, se qualche impavido sconosciuto prova solamente ad avvicinarsi al vostro/a compagno/a, e intonare queste paroline con fare accusatorio: “Oh, guarda che lei/lui sta con me, quindi vedi di sloggiare”

Ecco, la funzione di questo comportamento (mi raccomando di mantenere atteggiamenti civili) è quella di salvaguardare il nostro rapporto, ristabilire il legame sociale, aumentare la propria attrattiva come partner e, infine, nel caso il nostro compagno rispondesse alle avances, fargli sapere che non approviamo il suo comportamento.

Paradossalmente questi comportamenti possono portare anche a risultati negativi: allontanare  il partner amato da noi per esempio. Se il comportamento geloso ha un risultato negativo o positivo, poi, dipende da alcuni fattori: i tipi di comportamenti coinvolti, l’abilità sociale con qui questi comportamenti sono impiegati e il modo in cui il partner li riceve.

Un’altra funzione della gelosia è quella di ridurre l’incertezza all’interno di un sistema familiare in cui non si conoscono ruoli e compiti. In modo similare la gelosia aiuta a chiarire l’incertezza circa il livello di impegno e aspettative all’interno di una coppia di innamorati o di amici; infine, le persone possono anche impegnarsi in comportamenti gelosi consapevoli per determinare il valore che il loro partner attribuisce alla relazione.

Conclusioni

La gelosia è composta, conclude Blomquist, da emozioni come rabbia, paura e tristezza. La miscela ovviamente dipende dalla situazione: se una relazione viene conclusa attraverso un processo graduale di allontanamento la tristezza potrebbe essere l’emozione più acuta. Al contrario se un rapporto di coppia si conclude per un tradimento si proverà rabbia.

Molte delle emozioni che si proveranno dipendono anche dal grado di controllo della persona sulla relazione. Se si sente di avere un controllo limitato si proveranno tristezza, passività e impotenza. Se si sente, invece, di essere la parte focosa della coppia si reagirà magari con rabbia.

La gelosia come emerge dai vari studi sottolinea che, se infondata, c’è un disequilibrio in noi. Da un certo punto di vista, quindi, questo sentimento ci da un’informazione utile con cui lavorare su noi stessi.

A presto!

Sebastiano

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