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Paura di cambiare: come affrontare il rischio

L’intento di questo articolo è quello di analizzare la paura del cambiamento: da sentimento utile quando si tratta di adattarci a una situazione a serio ostacolo per il nostro miglioramento e la nostra crescita quando diventa un limite. A volte preferiamo evitare il rischio e tenerci il “male”, scomodo, ma familiare, piuttosto che affrontare l’ignoto. Detto in altre parole, scegliamo di restare nella nostra zona comfort. Con i consigli di Gustavo Razzetti, CEO di Liberationist, un portale che aiuta le organizzazioni ad attuare cambiamenti positivi nei team, cercheremo di capire come gestire la paura del cambiamento e imparare a rischiare.

Perché temiamo il cambiamento?

Temiamo il cambiamento perché non possiamo anticipare il risultato. Però dopo tanti evitamenti, dopo tanti timori di cambiare non affrontati, posso dire che restare è più rischioso che cambiare. Parlo di relazioni, carriere universitarie, lavoro, dell’essere se stessi, del fare le cose che ci piacciono… Se non continuiamo a crescere e rinnovarci rischiamo di rimanere indietro.

Anche se rifiutiamo l’incertezza abbiamo l’abilità di cambiare ed evolvere. La paura, in questo caso quella del cambiamento, se non viene ascoltata subito ci fa perdere la chiarezza del nostro potenziale. Penseremo di essere noi sbagliati, crederemo di aver agito per vigliaccheria e timore.

Da una parte siamo cablati per resistere all’incertezza; infatti, il nostro cervello preferisce un risultato negativo prevedibile piuttosto che uno imprevedibile. Dall’altra parte, invece, la nostra mente è flessibile e adattiva: è addestrata a prosperare nel cambiamento. La verità, come dice lo psicologo Luca Bidogia, è che s’impara facendo: si capisce come sia giusto agire solo provandoci… Meglio farlo, nonostante l’insicurezza del risultato, il più spesso possibile.

Una paura basata sui nostri castelli di storie

La nostra paura del cambiamento è basata sulle storie, sia quelle reali sia quelle che ci raccontiamo a noi stessi. A me è capitato spesso, e mi capita tuttora, di raccontarmi storie come se fossero fuori dal mio controllo: “Non ce la farò mai a far partire quel progetto, è troppo impegnativo e non so come andrà a finire…”, “Vorrei confidarmi a quella persona riguardo i miei sentimenti, ma sicuramente a lei non farà piacere e questo rovinerà il nostro rapporto…”, “Sento di dover cambiare lavoro e andare a vivere all’estero, però non conosco abbastanza la lingua e non so se riuscirò a vivere in un paese che non è il mio…”.

Ho capito che non posso continuare a recitare una parte nella mia vita come se qualcun altro stesse scrivendo la mia storia, e io ne stessi recitando solamente una parte.

La nostra vita non è un libro scritto da altri, bisogna creare la nostra storia personale. Mi sono spesso impaurito e bloccato davanti al fatto che la maggior parte dei miei risultati sembrava fuori dal mio controllo. E la verità è che la maggior parte degli esiti e degli effetti non possono essere governati e direzionati da noi, ma questo non significa che non possiamo avere un ruolo più attivo nel loro raggiungimento.

Se vogliamo un risultato diverso, bisogna iniziare a cambiare mentalità. In passato, invece che essere l’autore della mia vita, ho trascorso più tempo a lamentarmi delle cose che non mi piacevano, delle situazioni che trovavo scomode e delle dinamiche che non mi andavano a genio: ero l’antagonista del mio miglioramento.

Insicurezza: è un problema?

Ho sempre pensato di dover essere sicuro: sicuro di me nelle nuove esperienze, sicuro di piacere agli altri, sicuro di essere altezza, sicuro di essere sempre me stesso. Poi ho capito che non potevo essere sicuro prima di fare le cose. Le esperienze vanno vissute, “bisogna fare per conoscere e non cercare di capire per sapere”.

A cosa serve sapere benissimo cosa dobbiamo fare se poi non lo facciamo? La verità è che quando siamo in grado di farlo è perché abbiamo capito veramente. Finché pensiamo di sapere una cosa, ma non ci sentiamo di farla vuol dire che non è stata validata attraverso delle azioni. La nostra insicurezza ci impedisce di sviluppare uno stabile senso di autostima, di dare valore alle nostre competenze, di farci capire i nostri limiti e di percepire la gioia di vivere. Dobbiamo servirci positivamente della nostra insicurezza. I dubbi su noi stessi sono in effetti il segno della capacità di autocritica, e per questo i dubbi sono indispensabili per lo sviluppo personale.

Se riusciamo a mettere in discussione quanto fatto fino a ora tramite delle azioni questo può darci un impulso vitale, spingerci a decidere per una nuova strada oppure a prendere decisioni inaspettate. I dubbi ci aiutano a lasciare le vecchie consumate abitudini e a orientarci in modo nuovo. Se riusciamo a mettere in discussione quanto fatto fino a ora tramite delle azioni questo può darci un impulso vitale e spingerci a decidere per una nuova strada oppure a prendere decisioni inaspettate.

La relazione con il mio partner mi soddisfa? Il lavoro che sto svolgendo mi piace? Sto davvero facendo quello che so fare e che mi rende felice? Sento di avere abbastanza tempo libero e faccio quello che mi fa stare bene e mi diverte?

I dubbi arrivano per essere risolti. Ogni volta che riteniamo di aver capito qualcosa e ci pare di aver capito un concetto, chiediamoci: cosa posso fare per dimostrarlo? Spesso pensiamo di aver capito una cosa quando invece non è così. La mente umana ha bisogno di certezze e sa inventarsene di fronte al caos. Ci viene quindi naturale dare per scontato che le cose siano come le abbiamo capite.

Ecco, cerchiamo di non seguire quella sensazione appagante di averle già intese, almeno fino a che non siamo riusciti a fare qualcosa che dimostri che sia così. Non è una questione di tecnica. La questione è che si capisce tramite l’esperienza. Imparare stare in situazioni di dubbio è una cosa molto faticosa. Allenarsi a fare sapendo di non sapere è l’unico modo per conoscere.

 

La distinzione è tra: capire razionalmente la descrizione sommaria di come si fa una cosa e conoscerla nella sua complessità perché quella cosa l’abbiamo vissuta e messa in pratica – Luca Bidogia

 

7 step per superare la paura del cambiamento

Se vogliamo un risultato diverso, dobbiamo iniziare cambiando la nostra mentalità. Non siamo solamente un personaggio della nostra vita, siamo gli autori principali della nostra esistenza. Ecco i sette passaggi consigliati dal CEO di Liberationist, Gustavo Razzetti:

  1. Un capitolo non è il libro. Per cominciare un nuovo capitolo dobbiamo prima chiudere quello precedente. A volte resistiamo alla fine di una fase particolare della nostra vita: confondiamo il capitolo con il libro. Noi possiamo scrivere infinite storie nella nostra vita. Dobbiamo lasciare spazio a nuovi capitoli, muoverci in avanti rispetto alle storie passate. La vita è come un libro, dobbiamo voltare pagina per iniziare qualcosa di nuovo.
  2. La trama è piena di scelte. Quando abbracciamo la vita come uno scrittore iniziamo a vedere le possibilità. Impariamo a mettere da parte le aspettative e ci focalizziamo su quello che possiamo controllare. Diventiamo i creatori della nostra trama non solo gli spettatori. La vita non è il prodotto delle circostanze ma il prodotto delle nostre scelte.
  3. Abbracciamo l’essere imperfetti. Il primo paragrafo è il più difficile. Ci vuole coraggio per traversare la linea dell’incertezza. Come disse Hemingway: “La prima bozza di qualsiasi cosa è una m****”. Ogni storia può essere perfetta, ma prima deve essere scritta la prima bozza.
  4. Non puoi controllare gli altri. I personaggi dei film come le persone reali hanno una vita propria. Uno sceneggiatore può definire i loro nomi, le loro linee e personalità. Però una volta che un attore ha iniziato a interpretare il suo personaggio avrà una vita tutta sua. Seguirà il suo istinto non da copione. Se vuoi che le persone ti diano il massimo, liberali.
  5. Preparati ai colpi di scena inaspettati. Anche i migliori autori soffro del blocco scrittore. Sanno che devono provare qualcosa di diverso. Lo stesso vale per te. Sperimentare. Cambia la tua routine. Fai qualcosa cosa fuori dalla tua comfort zone. Se vuoi un risultato diverso aggiungi un tocco di trama.
  6. Il fallimento è uno stop, non una destinazione. Non tutti i capitoli o episodi avranno successo. Va bene tu ne puoi sempre scrivere uno nuovo. La bellezza della vita è che le cose possono essere corrette. E non essere frustrato per le cose che non vanno, usa l’energia per il prossimo capitolo. Le decisioni sono impermanenti proprio come la vita.
  7. Lascia andare il tuo manoscritto. Temiamo l’inaspettato. Tuttavia, la maggior parte delle sorprese diventano grandi ricordi. Non possiamo controllare la nostra vita, dobbiamo scrivere un copione alla volta. Non anticipare l’intera trama. Porta le tue idee nel mondo reale e guarda cosa succede. Non resistere all’inaspettato, usatelo come feedback per vivere una vita memorabile. Non chiudiamo la porta a nuovi capitoli. Quando vogliamo proteggerci dall’incertezza perdiamo la consapevolezza del momento presente. E smettiamo di goderci ciò che la vita ci dona. Dobbiamo evitare di vivere con il pilota automatico e cercare di vedere ogni giorno come un’opportunità per scrivere nuovi capitoli. Il romanzo di Stephen King è stato respinto da 30 editori prima che vedesse la luce del sole. Non mollate e godetevi il percorso.

Conclusioni

Se non cambiamo niente, avvertiremo senz’altro che i rischi sono minori. Ma è sempre così? In realtà, restare dove siamo comporta un rischio enorme, quello di non essere mai felici. Fare un passo fa paura, terrorizza a volte, ma è solo paura dell’ignoto. E’ importante capire che dall’incertezza può nascere il cambiamento.

A presto!

Sebastiano

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