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Paura di amare: si può superarla!

In questo articolo parliamo della paura di amare e di non essere amati grazie alle riflessioni della ricercatrice spirituale Rossella Panigatti e ai consigli della psicologa americana Lisa Firestone.

Bene, cominciamo…

Non sentirsi meritevoli d’amore

Amare ed essere amati, il sentimento apparentemente più semplice e immediato, il moto dell’anima che dà gioia senza nulla chiedere… Un sentimento che ci mette al riparo dalla solitudine che fa di due spazi contrapposti un nome comune, può arrivare da un partner, dai genitori, da un figlio.

L’amore accetta chi ama senza volerlo cambiare. E’ il sentimento che comprende e non giudica. Per poterlo sperimentare, per essere amati e per credere di meritarlo dobbiamo avere il cuore aperto, il che implica trascendere i vincoli della personalità che ci impongono critiche e pregiudizi.

Ma cosa accade quando per mille ragioni ci sentiamo indegni di questo sentimento così sublime, o decidiamo che il nostro amore non vale nulla? E la paura cosa c’entra? Essere nella vibrazione del cuore ci fa essere generosi, perché ci rendiamo conto che il nostro amore è infinito, non abbiamo bisogno di circoscriverlo a poche persone, né di dosarlo, perché più ne diamo, più ci ritorna.

Rossela Panigatti nel suo libro La paura della paura, parla ovviamente di quel sentimento che trova in se stesso la sua giustificazione: non amiamo per ottenere qualcosa, amiamo e basta, e quando accade è magia. Ma per ottenere questo stato di grazia abbiamo bisogno di fidarci dell’altro senza paura che ci ferisca e, di contro, dobbiamo credere di avere qualcosa di così unico da essere meritevole di questo sentimento. Questo purtroppo non succede di frequente proprio perché spesso siamo noi per primi a non amarci, ad avere paura di non essere degni d’amore.

La decisione che fa provare questo timore di essere un indegno oggetto amore di solito ha radici remote nell’infanzia. Come sappiamo è dai genitori che prendiamo la nostra prima fonte di affettività e amore. Le decisioni che prendiamo sulla loro modalità di manifestare questo sentimento, se sono bloccate e non vengono revocate, possono compromettere tutta la nostra vita affettiva da adulti.

Se ad esempio i nostri genitori erano troppo impegnati avremmo potuto intendere il loro comportamento come disaffezionamento nei nostri confronti. Poi, il processo di pensiero non si ferma qui: in genere il passo successivo è decidere che se loro non ci accettavano e apprezzavano era perché eravamo noi a essere carenti e sbagliati.

Se questa esperienza decidiamo di leggerla come un tradimento d’amore questo minerà maggiormente il nostro equilibrio affettivo di base. Una volta respinti, alimenteremo la paura di non meritare l’amore e, da quel momento in poi, rivolgeremo questo non amore verso noi stessi, con la possibilità piuttosto concreta che ciò inneschi un meccanismo autodistruttivo nelle relazioni future.

La paura di non meritare l’amore delle persone che sono importanti per noi ci induce, nella contingenza immediata, a controllare tutti i sentimenti connessi all’evento che ha generato il presunto rifiuto: ci impediremo di sentire il dolore, la rabbia e soprattutto l’affetto.

La paura di soffrire, prosegue la Panigatti nel suo libro, creerà un muro che nel tempo alimenteremo, facendolo crescere a dismisura.  Ci isolerà, alienandoci sempre di più da questo sentimento vitale. Arriveremo a non accettare il fatto naturale di arrenderci all’amore, perché così risveglieremmo quei sentimenti dolorosamente repressi.

Non importa da quanto tempo abbiamo stabilito questo schema, esso ci è utile per non soffrire. Per avere una vita affettiva sana dobbiamo revocare la ragione che lo ha determinato: la paura di non essere degni e, quindi, di non meritare l’amore.

Non importa se non sappiamo quale sia la colpa che abbiamo perpetrato, resta l’impressione che sia così grave e nefanda da toglierci l’amore. Se abbiamo deciso di non meritare amore e ci comporteremo come se dovessimo espiare una fantomatica colpa, per prima cosa dobbiamo vedere la nostra innocenza. Non c’è ragione per cui ci debba essere negato l’amore, perché tutti noi siamo esseri amorevoli e degni.

Il dolore e l’alienazione del non sentirsi amati spesso hanno una logica evoluzione: si trasformano nella convinzione di non sapere amare, svalutando l’amore che siamo in grado di dare.

Il mio amore non vale

Il ragionamento che creiamo è il seguente: valiamo poco se no ci avrebbero amati. Di conseguenza anche l’amore che possiamo dare è poca cosa. Questo è lo schema di base ma è anche alimentato dalla paura di essere rifiutati. Il risultato che questa decisione di indegnità ci porta a concludere che anche il nostro amore non abbia valore.

Quando la paura di non meritare amore ci fa chiudere il cuore sarà anche difficilissimo avere relazioni appaganti. Così, quando non amiamo noi stessi, o non ci consideriamo degni di essere amati, non ci permettiamo nemmeno di amare gli altri.

I muri intorno al cuore che ci impediscono di sentire l’amore degli altri e di vedere quanto il nostro abbia valore per loro, cresceranno, la vibrazione distorta ci attirerà altri eventi simili, ancora più pesanti, in una catena che finirà per farci male al cuore.

La paura di amare

Amare ed essere amati è la cosa più naturale del mondo. Si segue il cuore e si permette a un altro essere umano di avvicinarci in quello che diventa uno spazio condiviso. Anche se amare è considerato positivo, ce l’hanno insegnato e quando lo facciamo ci sentiamo nel giusto, ci hanno anche detto che non dobbiamo mai abbassare la guardia, dobbiamo sempre mantenere il controllo della nostra vita. E questo non è esattamente amore!

L’amore richiede il lasciarsi avvicinare oltre ogni difesa, l’essere aperti all’altro senza pregiudizi e soprattutto senza timori. Reclama un’assenza di giudizio e di critica che, spesso, non siamo in grado di attuare e ha bisogno dell’accettazione incondizionata dell’altro, cosa che si scontra con l’istanza culturale di plasmare l’altra persona secondo i nostri criteri.

Le 5 vie per superare la paura di amare

Per superare la paura di amare e di essere intimi, secondo la psicologa americana Lisa Firestone, bisogna semplicemente riconoscerla; questo non è un problema senza soluzione. Ecco i 5 passi della stessa psicoterapeuta.

  1. Guardiamo alla nostra storia. Non è tanto importante l’entità dell’evento che abbiamo vissuto, ma la percezione che abbiamo scelto di averne. I fatti oggettivi vengono sempre filtrati dalla nostra sensibilità dall’interpretazione che scegliamo di dare in quel momento. Guardiamo alla nostra storia: mentre approfondiamo i modi in cui ci difendiamo dall’amore è utile guardare al nostro passato. Possiamo iniziare guardando le nostra relazione attuale o recente. Dove sono gli ostacoli? Se la relazione è finita dove è andata male? In che modo potremmo aver allontanato l’amore? Cerchiamo di vedere come le nostre difese operano sistematicamente per allontanare l’amore. Una volta che abbiamo iniziato a conoscere i nostri modelli, possiamo risalire alle loro radici. Possiamo guardare indietro alle nostre infanzie e vedere da dove questi adattamenti potrebbero provenire: siamo stati respinti o intrusi da un genitore custode? Abbiamo osservato interazioni distruttive tra i nostri genitori? Gli atteggiamenti e i comportamenti a cui abbiamo assistito spesso modellano le vie di come noi pensiamo e agiamo da adulti. Distinguerci dalla nostra famiglia di origine e avere un senso della nostra identità unica probabilmente ci aiuterà. Dobbiamo riuscire a differenziarci dagli adattamenti negativi e autolimitanti del nostro passato, altrimenti sarà difficile per noi vivere la nostra relazione felicemente.
  2. Smettila di ascoltare il nostro critico interiore. Proviamo a riconoscere quella voce nella nostra testa che si nutre di informazioni come: “Lui/lei non ti ama veramente, non essere uno stupido. Fai qualcosa prima che ti faccia soffrire”. Pensiamo a come questa voce critica interna ci insegni a evitare di sentirci intimi vulnerabili. “Ti sta manipolando, non dargli la possibilità di conoscere il vero te, non puoi fidarti di nessuno”. Proviamo a riconoscere quella voce nella nostra testa che si nutre di informazioni come: “Lui/lei non ti ama veramente, non essere uno stupido. Fai qualcosa prima che ti faccia soffrire”. Pensiamo a come questa voce critica interna ci insegni a evitare di sentirci intimi vulnerabili. “Ti sta manipolando, non dargli la possibilità di conoscere il vero te, non puoi fidarti”. Pensa quanto ti butta giù se ferendo la tua fiducia. Per tutta la tua vita questo crudele e convivente pensiero cerca di tenerti lontano dal trovare l’amore.
  3. Sfidiamo le nostre difese. Ricordiamoci che lasciar andare il nostro critico interiore significa lasciare andare la nostra vecchia identità, sebbene sia sgradevole, può farci sentire al sicuro nella sua familiarità. Staccare da questo critico ci susciterà ansia in noi ma ci permetterà di scoprire noi stessi e diventare quello che siamo.
  4. Sentiamo i nostri sentimenti. Conosciamo tutti l’espressione: ” L’amore ci fa sentire vivi” ed è vero. Dipende dalla nostra capacità di sentire la gioia, la passione e la vitalità. Comunque ci fa sentire anche più suscettibili nel dolore e nella perdita. L’innamoramento può ricordarci le ferite precedenti. Sfortunatamente non possiamo selezionare il numero di sentimenti, quando proviamo a evitare il dolore sottomettiamo anche la gioia e l’amore. Ci preoccupiamo che i sentimenti possano sopraffarci o prendere il sopravvento sulle nostre vite, ma in realtà i sentimenti sono transitori se non proviamo a bloccarli. Ci preoccupiamo che i sentimenti possono sopraffare o prendere il sopravvento sulle nostre vite ma in realtà i sentimenti sono transitori se non proviamo a bloccarli. Impariamo ad accogliere la tristezza il dolore la sofferenza e riusciamo a fare lo stesso anche quando arriverà la gioia.
  5. Essere vulnerabili e aperti. Tante persone vivono con la paura di essere vulnerabili perché non sanno che essere vulnerabili è un segno di forza. Significa saper ignorare la voce interna e agire per come realmente ci sentiamo. Quando facciamo questo impariamo a sopravvivere anche quando ci facciamo ma. Saremo in grado di vivere con più onestà e possibilità riuscendo a essere noi stessi anche quando il mondo attorno a noi non è perfetto.

Conclusioni

Per ovviare a questa paura che ci limita molto nella nostra affettività, l’unica cosa è arrendersi. Sicuramente soffriremo, ma è solo una possibilità, mentre con la paura di amare soffriamo di sicuro. Perché, senza amore, si vive proprio male.

A presto!

Sebastiano

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